Zerocalcare: Dodici, intervista esclusiva (con disegno)

Zerocalcare: "pochi blog su Internet per paura di essere copiati"
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Zerocalcare presenta a Milano Dodici, il suo quarto libro dopo La profezia dell'armadillo, Un polpo alla gola e Ogni maledetto lunedì. Leggi l'intervista e guarda il disegno di Zerocalcare su meltybuzz.it.

Ascoltare Zerocalcare è come bere un sorso d'acqua fresca nel deserto culturale e morale di questi anni. Zerocalcare, 29 anni, all'anagrafe Michele Rech, è il fumettista italiano del momento. Dodici, il suo nuovo libro per Bao Publishing, quarto in carriera dopo La profezia dell'armadillo, Un polpo alla gola e Ogni maledetto lunedì su due, è primo nelle classifiche di vendita di Amazon. Dodici è un libro di zombie, il "secondo amore" di Zerocalcare "dopo i dinosauri", ed è ambientato a Rebibbia, dove il Nostro è cresciuto, un'area urbana di Roma che ha "il ritmo lento, come una lagna dei Radiohead" e dal quale i protagonisti - Secco, Katja e Zerocalcare - cercano disperatamente di fuggire. O di rimanervi, per sempre, sospesi in un "niente di un equilibrio fragilissimo".

zerocalcare, stefano cucchi
Zerocalcare: "in televisione? mi farei cavare gli occhi piuttosto"

Come nasce la storia di Dodici? Dodici è una storia di finzione pura, il mio intento era quello di spezzare il ritmo con le storie che sono uscite prima. Dodici è un libro di zombie, che sono il mio secondo amore dopo i dinosauri. Volevo scrivere una storia narrativa sul quartiere di Rebibbia, ma mi sono accorto una volta di più di non saper uscire dal genere autobiografico. Per questo ho realizzato una narrazione non più in prima persona, ma coinvolgendo i miei amici e le persone che vivono con me a Rebibbia. Se mi sono ispirato a The Walking Dead e ad altre serie sugli zombie per disegnare Dodici? No, non credo proprio.

zerocalcare ice bucket challenge
Zerocalcare nei locali di mely a Milano

Ci sarà un sequel di Dodici? Per il 2013 voglio concentrarmi sulla promozione del libro e il blog. Per il 2014, invece, ho in mente un libro completamente diverso dai precedenti. Una storia nuova, che riguarderà la mia famiglia e chi mi sta intorno. Ci sto lavorando.

Sono passati due anni, ormai, dalla nascita del blog nel Novembre 2011. Come ha fatto Makkox a convincerti ad aprirlo? Ho conosciuto Makkox grazie a un amico, che gli ha inviato le mie storie quando lui aveva aperto il Canemucco. Da allora, il fumetto è diventato - ora si può dirlo - il mio mestiere. Makkox non mi ha convinto ad aprire il blog, me lo ha aperto lui, ha acquistato per me il dominio e ha pubblicato di persona le prime storie. Poi, quando mi sono accorto che funzionava, gli ho dato il cambio e ho cominciato a pubblicare con regolarità. "Ogni maledetto lunedì su due", per l'appunto. .

ZeroCalcare dimentica il mio nome
Zerocalcare: Dodici è il suo quarto libro di fumetti

Come è cambiato il tuo rapporto con la tecnologia e i social? Il blog è stata una formidabile palestra, mi ha costretto a disegnare più di tutto quello che avevo fatto nei decenni precedenti. Per quanto riguarda i social non ho nessun piano di gestione, sullo stesso social ci può essere l'art director della Disney e i miei amici che scrivono - per scherzo - che ho dei tatuaggi con le svastiche sulle braccia. L'idea che possano leggersi a vicenda mi mette a disagio. Cerco di rispondere a tutti, quando posso, ma se devo leggere tutte le mail che mi arrivano poi finisce che non disegno più..

Perché ci sono pochi blog di fumetti in Italia? C'è un'idea malsana che nasce e si diffonde dalle scuole di fumetti. Molte persone credono, a torto, che se pubblicano le loro storie su Internet poi "gli altri" possono rubare le loro idee. Ma gli altri possono al massimo realizzare una brutta copia di quello che hai fatto tu. Anche io leggo molto i fumettisti stranieri, prendo ispirazione da loro, ma alla fine il lavoro artistico è sempre qualcosa di strettamente personale e che nessuno può riprodurre.

zerocalcare, vignette zerocalcare
Zerocalcare disegna per melty

Anche perché nessuno paga per leggere su Internet. Sì, c'è l'idea che su Internet non si possa essere retribuiti per il proprio lavoro, che tutto quello che fai è a gratis e quindi ha meno valore. Ma le persone che ragionano così sono poi le stesse che cedono le loro opere a un editore in cambio della gloria.

Ti vedremo mai in televisione a disegnare fumetti? in televisione non andrei mai. Preferirei farmi strappare gli occhi piuttosto che partecipare a un programma televisivo. La sola idea di disegnare in diretta mi mette in crisi. Makkox può disegnare di fronte a 200 persone e scambiare una battuta con ciascuno di loro, io non ci riesco.

Perché? Il mondo della tv e dello spettacolo mi mette a disagio. Vengo da una comunità molto politicizzata, fatta di spazi sociali, scuole occupate. Ben poco a che vedere, dunque, con la televisione.

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Zerocalcare al lavoro

Che cosa pensi della satira politica? Io amo molto la satira, soprattutto quella capace di fare autoironia su se stessa e sul suo schieramento politico di appartenenza. Se fai satira solo sugli avversari allora fai della propaganda. Io non potrei mai fare della buona satira politica. Sono troppo coinvolto.

Ci fai vedere cosa hai disegnato durante l'intervista? L'armadillo, la mia coscienza, impermeabile all'esterno, l'animale sociopatico per eccellenza, che mi tiene compagnia quando sono da solo. (Intervista di Jacopo Franchi)

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Zerocalcare: l'armadillo ha gli occhiali di melty!
Crediti: Antonella Andriulo, Antonella Andriuolo, Zerocalcare, melty.it