Youtube: Content ID e copyright, la grande censura

Youtube lancia ContentID
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Dal 1° Gennaio 2014 cambiano le regole del gioco su Youtube. E' in funzione Youtube Content Id, un nuovo software in grado di rintracciare le violazioni di copyright su contenuti video e audio. L'editoriale del giorno su meltybuzz.it.

Google cala la mannaia: dal primo Gennaio 2014 sarà in funzione Youtube Content Id, il software di Youtube - di proprietà di Google - in grado di rintracciare contenuti video e audio soggetti a copyright. Grazie al nuovo software, quei video di Youtube che contengono video e audio soggetti a copyright - come succede per la maggior parte dei video presenti su Youtube, dai video musicali creati dai fan di un autore, alle parodie, ai gameplay - possono perdere automaticamente ogni ricavo economico generato dalla pubblicità, o addirittura venire rimossi da Youtube. Il guadagno che gli youtuber ricavavano da questi contenuti ritorna quindi ai legittimi proprietari dei video - o degli spezzoni di video - originali. Una decisione che potrebbe segnare la fine per quegli youtuber, giornalisti, creatori di game player seguitissimi sulla Rete che hanno fatto della loro passione un lavoro.

In effetti, ragionano gli youtubers, pubblicare un video con tanto di commento in sottofondo non è la stessa cosa che pubblicare uno show televisivo o un video musicale per intero. Per aggiungere confusione alla confusione, Content Id distingue tra i canali che hanno un contratto di collaborazione con i network proprietari dei diritti, autorizzati quindi a pubblicare i video soggetti a copyright, e canali definiti "affiliati", indipendenti, spesso gestiti da un solo utente, più facili da colpire. A far discutere, soprattutto, il fatto che tra le novità più rilevanti delle consolle di ultima generazione vi sia la possibilità di pubblicare in Rete il video delle proprie sessioni di gioco. Un mezzo, neanche troppo nascosto, per invogliare gli utenti stessi delle console a pubblicizzare attraverso Internet, gratuitamente, i nuovi videogiochi.

Grazie a ContentID, ora, i proprietari dei diritti dei videogiochi potrebbero monetizzare sulle visualizzazioni dei gameplay - una monetizzazione ridicola, se comparata ai guadagni complessivi - ma che toglie quel poco di riconoscimento economico a chi cita i loro prodotti in maniera originale, spesso invogliando altri utenti ad acquistarlo. Immediate, anche in Italia, le reazioni di protesta, i video che spiegano come aggirare il problema, le rassicurazioni dei produttori di videogiochi che hanno rinnovato il loro consenso a utilizzare il loro materiale audio e video. Tuttavia, la questione di fondo rimane, e non riguarda solo i game player. Se è comprensibile la volontà di Youtube di promuovere sempre più la diffusione di contenuti originali sul web, sfoltendo tra le migliaia di video che sono semplicemente una copia - per di più illegale - di un video originale e al quale sottraggono visualizzazioni, nondimeno è l'essenza stessa del Web come luogo di rielaborazione e critica senza censure ad essere messa in discussione. Non solo per quel che riguarda i videogiochi, ma anche per quel che riguarda i video di denuncia, che utilizzano materiale soggetto a copyright e - tramite il montaggio o il commento - svelano i retroscena e gli abusi che il video originale non lasciava trasparire.

La questione della libertà sulla Rete è un argomento controverso, che si scontra con le giuste pretese dei proprietari dei diritti. Da notare come Google stessa non sia del tutto "innocente", in questo caso. Per citare l'ultimo esempio degno di nota, Google è attualmente sotto processo in Italia per aver violato i diritti di copyright del gruppo Fininvest, consentendo agli youtuber di pubblicare video soggetti a copyright, di proprietà dei canali televisivi Mediaset. Di chi è la colpa, in questo caso? E fino a che punto pubblicare un video proveniente da un canale televisivo è un reato, quando questo video viene accompagnato da un commento o da un abile montaggio che svela come - nel corso di una o più trasmissioni televisive - un personaggio X, mettiamo un politico, abbia aggredito un altro personaggio Y, o lo abbia minacciato, oppure abbia fatto delle considerazioni allusive o delle promesse che poi non sono state mantenute? E nel caso di un video andato in onda su uno dei principali telegiornali e che sia stato abilmente manipolato: come è possibile dimostrarlo, senza utilizzare il materiale video originale? A queste e ad altre domande, per il momento, non sappiamo darvi risposta.

Crediti: Youtube