Violenza sulle donne: Il video shock di una foto al giorno

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Una foto al giorno per documentare un anno di violenza domestica su una giovane donna. Il video shock è diventato virale in poche ore, ma in molti sospettano della sua autenticità.

"Una foto al giorno nell'anno peggiore della mia vita", è il titolo tradotto dal croato di questo nuovo video virale. Dopo "Bad motherfucker", il videoclip ultraviolento dei Biting Elbows, melty.it vi presenta altre sequenze di violenza estremamente realistiche, ambientate tra le mura domestiche. Lo schema del video è ispirato ai lavori del fotografo Noah Kalina, che ha fotografato sé stesso tutti i giorni dall'11 gennaio 2000. Questa volta la protagonista è una donna: giovane, bella, ripresa tra gli interni e gli esterni di una casa di città. La sequenza di 365 foto si snoda rapidamente davanti agli occhi dello spettatore. In sottofondo una melodia che accompagna da vicino l'evolversi della sua situazione. Dai sorrisi, un po' civettuoli, de primi venti secondi, si passa rapidamente alle prime tumefazioni e labbra insanguinate. Ma le ferite sono come le stagioni: scompaiono, ritornano, sono più o meno inclementi. Per 1'20" i nostri sguardi incrociano quelli della sconosciuta protagonista del video, senza che possiamo far nulla per aiutarla. Poi, come un cancro che finisce per divorare il corpo che lo ospita, sulla fronte e il collo compaiono i segni di percosse sempre più violente e pericolose. L'ultima foto è quella più agghiacciante, con un cartello scritto in croato che recita: "non so se arriverò fino a domattina". Come molti racconti di vittime di violenze domestiche: l'ultima richiesta arriva troppo tardi.

In Italia, secondo i dati Istat, solo il 18% delle donne considera la violenza domestica un reato. Il 44% lo ritiene qualcosa di "sbagliato", per il 36% è solo un accaduto. Sempre in Italia, le donne uccise nel 2012 dal proprio compagno o convivente sono state quasi una ogni due giorni. Secondo Telefono Rosa il 60% delle vittime ha tra i 35 e i 54 anni. Nell'82% dei casi, sempre secondo la stessa fonte, la violenza è ripetuta. "Ci vorrebero più centri d'accoglienza. E un lavoro informativo nelle scuole, negli ospedali, e anche tra le stesse forze di polizia" ha spiegato Marisa Guarnieri, della casa d'accoglienza donne di Milano (Cadmi) in un'intervista a Leiweb. Le statistiche fotografano un paese dove i pericoli maggiori per le donne si nascondono tra le mura di casa. Donne di tutte le età e condizioni che vengono sottoposte a una tortura quotidiana, che non può che aumentare di pericolosità. Noi non sappiamo ancora se la protagonista del filmato sia un'attrice, che ha prestato il suo volto per una campagna di sensibilizzazione, o una persona in carne ed ossa. Il suo messaggio disperato rimane impresso nella nostra memoria, anche se proviene da una lingua per noi ignota. L'account Youtube che ha postato il video lunedì 18 marzo, "fero061982", è un nuovo membro e non sembra per ora avere alcuna intenzione di rivelarsi. Speriamo non lo faccia troppo tardi.

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Crediti: Youtube