Vanessa e Greta: Insulti su Facebook per le due ragazze rapite in Siria

Vanessa e Greta chiedono di essere liberate
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Dopo il video in cui le due ragazze rapite in Siria, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, chiedono di essere riscattate, si è scatenata una tempesta di commenti su Facebook, la maggior parte di critica. Leggi di più su meltyBuzz.it.

La storia di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie rapite in Siria a luglio 2014, è tornata al centro del dibattito italiano dopo un video che i rapitori hanno diffuso in Rete. Il video chiarisce che le due ragazze sono state rapite dal gruppo jihadista al-Nusra: vestite di nero con un velo sulla testa, nel video pregano il governo italiano e i suoi mediatori di riportarle a casa prima di Natale. "Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise", dicono alla videocamera. Ma la situazione tragica non ha impedito agli utenti di Facebook di accendere la polemica. Sotto alla foto postata sul profilo de Il Fatto Quotidiano infatti, i commenti sono stati innumerevoli e molto spinti. Sulla scia dell'articolo di Maurizio Blondet intitolato "Le stronzette di Aleppo" (in cui il giornalista incolpa le due ragazze di essere andate in Siria per svolgere un ruolo inutile), la maggior parte degli utenti ha dato contro a Vanessa e Greta.

"Alti euri di chi fa fatica buttati a puttane", scrive Gianni C, "Io penso che quelli che se la cercano se la debbano poi sbrogliare", continua Gianni P., seguito da Antonio M. "Spero proprio di non avere figli così stupidi" e Donatella N. "Ah sì? Tenetevele". Su questo tono anche gli altri: "Per queste due nessuna pietà. All’inizio erano contente del sequestro ora che le scarpe gli vanno strette chiedono aiuto. Tempo scaduto adesso subite il velo e la schiavitù di questo popolo musulmano", scrive Angelo M.. Pochi hanno difeso la sorte delle due volontarie: "Per estendere il concetto, molti hanno perfino contrastato il ritorno in italia del medico italiano che curava l’ebola in Africa. Il concetto è: “fai il medico in africa? WOW sei mitico… cosa? ti sei ammalato e vuoi tornare qui e così ci infetti tutti? Ma stai in africa, d’altronde…te la sei andata a cercare”. Ecco di questa gente stiamo parlando", ha scritto Roberto D., e Marianna L: "Cercasi umanità". Anche la giornalista dell'Espresso Alberta Ferrari ha commentato in un pezzo l'accaduto: "Personalmente, cercando di non cadere in trappole di superficiale buonismo, ritengo che l’eccessivo rischio e le relative conseguenze che ora non possiamo non frontggiare, siano ragionevolmente da attribuire più alla responsabilità di chi autorizza e deve controllare viaggi in Paesi sede di guerre da bollino rosso che non all’entusiasmo giovanile dell’impegno fai-da-te".

Crediti: youtube