Valentina Nappi: "Diavoli" vs "madonne"

La pornostar Valentina Nappi
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Il post di Valentina Nappi su Micromega contrappone la tradizione rappresentata dalle “Madonne” al più moderno approccio “diabolico”, ovvero analitico.

Valentina Nappi continua la sua battaglia con Fusaro, non più squirtando, ma facendo esemplificazioni pratiche del suo pensiero. Porta l’esempio della Festa dei Gigli di Nola, l’emblema della tradizione, in cui gli abitanti sono forgiati dalle centinaia di metri percorse portando in spalla una statua votiva. Per Valentina Nappi questa e la rappresentazione dell’anticapitalismo, inteso come una vecchia tradizione, un fardello pesante che l’umanità si porta dietro da sempre e che trova illustri precursori in Cartesio, Locke, Hobbes, Kant e Hume - che può risultare di difficile comprensione il fatto che sia in mezzo a questa lista – e quindi non sia da addebitarsi alla sola industria della finanza. I portatori della famosa "madonna" sono prima intesi come eroi del nostro tempo e poi simbolo della mancanza di quello che la Nappi definirebbe un processo “dia-bolico, ovvero analitico”. Scrive la Nappi su Micromega: “ Ma appunto ‘liberarsi’ di tale Diavolo vorrebbe dire, con elevata probabilità, lasciare campo libero alle madonne (tradizionalismi, identitarismi, comunitarismi), che tendenzialmente occupano con estrema facilità gli spazi lasciati vuoti da pseudorivoluzioni nate da premesse difettanti in pars construens.”.

Da non dichiaratamente “filosofi di professione”, ma da semplici appassionati della storia del pensiero filosofico, si può dire che il pensiero di Valentina Nappi sta in piedi solo se al significato di “tradizione” si assimila quello di una piccola collettività che predomina sulla maggioranza o , per dirla con Marx, alla religione intesa come “oppio dei popoli”, quindi si un sistema conservatore, ma non certo anticapitalista, anzi, semmai più si è all’interno dell’era della plutocrazia, più emerge una “minoranza organizzata” - di ricchi capitalisti per l’appunto – che prende il sopravvento su una “maggioranza disorganizzata” e questo, considerato che siamo in tema di citazionismi, è il pensiero del politologo Gaetano Mosca , che cade a pennello in questa specifica situazione. Di certo la teoria espressa sul suo blog di Micromega non regge se applicata al perscorso diegetico analitico , definito giustamente con "diavolo", non con il capitalismo, ma anzi, con un’analisi che riporta alle cose il vero valore e non quello imposto dal sistema capitalistico. La Nappi non si capisce da che parte stia effettivamente, plasma le sue teorie filosofiche adattando i pensieri dei più importanti filosofi e plasmandoli sulla sua concezione, che in linea generale sarebbe più condivisibile se i concetti che lei intende per “madonne” e per “diavoli” fossero invertiti. Quindi possiamo dire che ci vogliono sì più “diavoli” alle “madonne” ma i cosiddetti diavoli dovrebbero essere necessariamente l’espressione di uno spirito innovatore e rivoluzionario, non certo “colletti bianchi” all’interno del mondo della finanza e dei vari motori del capitalismo.

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