Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno: L'intervista alla pagina FB

Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno
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Questa settimana per la rubrica "3 domande a" abbiamo intervistato la divertente pagina Facebook "Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno". Scopri di cosa si tratta.

Il sistema politico italiano è per certi versi un unicum nel panorama internazionale. Caratterizzato da forti personalità e leader attorno ai quali si raccolgono folle urlanti, la politica del nostro Paese ha vissuto però diverse stagioni. Infatti in questo momenti ci troviamo all’alba di quella che viene considerata dagli addetti ai lavori la Terza Repubblica, caratterizzata dal forte protagonismo di Matteo Renzi e dal cambiamento delle regole costituzionali. Non molti sono soddisfatti di questa svolta che ha impresso l’attuale premier e quindi si rifugiano in antiche stagioni passate. Se la Seconda Repubblica, cui i tratti principali erano costituiti dal così detto bipolarismo muscolare, il quale vedeva un'aspra contrapposizione tra Berlusconi e la Sinistra, non sembra risvegliare particolari pensieri nostalgici, ci si rivolge quindi al nostro primo periodo repubblicano. Si cita sempre di più la grandezza e l’importanza di personaggi come Berlinguer, Craxi, Andreotti, Pertini, Aldo Moro e tanti, tanti altri. Per questo la pagina “Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno”, sta riscuotendo sempre più successo su Facebook. Per la nostra consueta rubrica 3 domande a abbiamo incontrato l’autore di questa singolare community-page che si presenta così: “Io ho ottantasette anni e sono un giovane dirigente di un Centro Studi controllato dalla SiderComit, una società parastatale che per puro caso (si sono dimenticati di noi) è sfuggita alle varie mannaie privatizzatrici”.

Come e quando vi è venuta l'idea di creare questa pagina? La pagina è nata per puro caso. Ispirandoci al gruppo “La stessa foto di Toto Cutugno tutti i giorni” avevamo pensato di fare “La stessa foto di Cirino Pomicino tutti i giorni” poi – dato il nostro sterminato archivio e la nostra passione nostalgica per gli anni dal 1948 al 1992 – abbiamo virato su “Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno” cercando di variare il più possibile sul tema.

Mettendo a confronto le immagini della prima repubblica con quelle della seconda (e forse della terza) quali sono le differenze che risaltarebbero di più? In realtà a noi, nonostante ironicamente ci piaccia calcare la mano su certe differenze di stile, ci piace anche cogliere le tante continuità che esistono tra la prima e la seconda Repubblica, sia mutatis mutandis, nei temi e nella forme della comunicazione politica sia nei personaggi: gran parte dei politici della seconda Repubblica si è formata nella prima. Più complicato il discorso con questa neonata “terza” Repubblica. Diciamo che un ottima sintesi la ha fatta il giornalista di Repubblica Marco Damilano, in un suo recente libro: “La prima Repubblica era rappresentanza; il berlusconismo è stato rappresentazione; il nuovo potere è autorappresentazione.” A noi piace cogliere le continuità nella discontinuità e le discontinuità nella continuità, per usare una tipica formula da prima Repubblica.

Quali sono i post che hanno avuto più successo e quali sono i commenti più divertenti che hai ricevuto dai tuoi fan? I post che hanno più successo sono di solito quelli che riguardano i top player della prima Repubblica, in particolare da metà anni settanta fino ai primi novanta ovvero: Berlinguer, Craxi, De Michelis, De Mita e naturalmente Il Divo della pagina: l'On. Giulio Andreotti, il Maradona assoluto ed incontrastato. I commenti, sia divertenti sia invece di merito con spunti per approfondimenti e discussioni, sono tantissimi ed è davvero difficile scegliere perché i commentatori della pagina sono spesso appassionati di quel periodo ed ironici quanto noi e a volte più di noi. Direi che il 70% dell'interesse della pagina deriva proprio dai commenti. Anche se noi, quando la discussione diventa troppo da stadio o da bar la chiudiamo sempre con un bel “la situazione era un po' più complessa” che a volte, ci rendiamo conto, può indisporre alcuni commentatori. Ma lo facciamo per tenere alto il livello dei commenti, non ci interessano le flame war.

Crediti: web