Tia Sangermano massacrato sui social: Bene così o a tutto c'è un limite?

Io sto con quel pirla di Mattia
Ecrit par

Tia Sangermano è stato il capro espiatorio scelto dai social dopo gli scontri avvenuti a Milano in occasione dell'inaugurazione dell'Expo 2015. Ma c'è chi pensa che sia giusto stare dalla sua parte. Scopri di più su meltyBuzz.

Tia Sangermano è diventato il simbolo (negativo) dei manifestanti NoExpo che nel giorno dell'inaugurazione dell'esposizione universale hanno "fatto bordello" a Milano in segno di protesta contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. Il ragazzo, protagonista di uno sfortunato video diffuso da TGCOM24, è diventato rapidamente il bersaglio dei social e le parodie su di lui realizzate degli youtuber - come quella di Federico Clapis, subito virale - non hanno fatto altro che amplificare il fenomeno. Nelle ultime settimane si parla molto dell'odio che gli utenti riversano su Internet senza ritegno ed è stato Aldo Grasso a mettere il dito nella piaga citando i casi esemplari di Gianni Morandi - criticato per il suo timido sostegno ai migranti morti - e l'attrice Tea Falco - oggetto di critiche ossessive da parte degli utenti per la sua interpretazione nella serie su Tangentopoli "1992". Alla luce di queste riflessioni, perché nessuno si è sentito in dovere di difendere Tia Sangermano dal massacro mediatico, di dire che forse è il caso di non esagerare?

E' ciò che si chiede Riccardo Bocca, un giornalista de L'Espresso, che in un suo articolo di opinione intitolato "Io sto con quel pirla di Mattia", prende espressamente le parti del ragazzo sostenendo che "la punizione che sta subendo noasconde altro: il bisogno degli italiani di esorcizzare i problemi veri". Secondo Bocca, infatti, "c'è una gran voglia, nell'aria, di esorcizzare l'ansia di una realtà complessa e compromessa. Per cui ecco che con Mattia, il ventunenne incappucciato Mattia, il ragazzo-di-buona-famiglia-che-prima-manifesta-e-poi-ne-spara-di-ogni, si è riusciti nel vero intento: trasformare lo squallore, il disagio, la rabbia persino, in barzelletta pubblica". Quello del giornalista è anche un messaggio rivolto ai media e al loro accanimento: "Devi sapere, giovane caricatura di antagonista da strada - scrive rivolgendosi a Mattia - che la televisione adora umiliare i fragili (quale tu sei, tuo malgrado, in questo momento) e quando - evviva! - ne intercetta qualcuno, non molla la presa fino a stritolarne l'immagine". Che ne pensate? Venite a dire la vostra sul nostro profilo Twitter ufficiale @meltybuzz_it.

Crediti: GQ, Facebook