The Pills: Da Rolling Stone a Selvaggia Lucarelli, storia di un suicidio social

The Pills, youtuber di Roma
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Dopo la stroncatura da parte di Rolling Stones, il film dei Pills fa flop al botteghino, cuccandosi anche il rimprovero di Selvaggia Lucarelli e del produttore Valsecchi. E' finita per il trio?

Il cinema e le sue regole rischiano di fare a fette in un giorno il progetto The Pills. I tre youtuber sono finiti dentro il tritacarne mediatico dopo aver risposto in modo assai politically uncorrect alla recensione di Rolling Stone ( "E' da ieri sera che stiamo cercando di ricordarci se ci siamo scopati la donna di qualcuno a Rolling Stone Italia, ma proprio non ci viene in mente..."). I rimbrotti sono arrivati dal Corriere della Sera, dalla velenosissima penna dell'influencer per eccellenza Selvaggia Lucarelli e, infine, clamorosamente, da Valsecchi stesso, il produttore del film. Proprio quest'ultima presa di posizione è quella che sembra più di tutte segnare la fine dell'avventura al cinema del trio. Alla cagnara mediatica è infatti seguito - se per nessi per nessi casuali o causali è ancora da capire - il flop commerciale del film. "Sempre meglio che lavorare" puntava a 800.000 euro e, dopo una settimana, si trova ancora neanche a metà di quella cifra.

The Pills: Da Rolling Stone a Selvaggia Lucarelli, storia di un suicidio social

Anche alla luce degli incassi deludenti, il rimprovero di Valsecchi suona come quello del comandante che abbandona la nave prima che affondi. Il produttore si è trovato tra le mani tre personaggi inconciliabili con il galateo del cinema italiano e, visti i magri incassi, li ha abbandonati a se stessi, in un paradossale caso di auto-ammutinamento produttivo (come se Tim Cook ammettesse che l'appel Watch "fa schifo"). L'avventura cinematografica dei tre ragazzi (qui gli auguri al trio dei The Jackal), che comunque si sono rivelati dei fessi non da poco nel reagire in modo così grezzo ad una critica (il cinema non è il web, purtroppo, e il dissing non fa parte del gioco), appare dunque finire con la velocità con cui è iniziata. E forse vale per qualsiasi tentativo futuro di trasportare gli eroi del web sul grande schermo. Anche Game Therapy, il bistrattato film con Favj e Clapis, non fu certo un successo. Resta ora da vedere cosa succederà a questo folto gruppo di youtuber che hanno fallito il passaggio dal web al cinema: torneranno a macinare visite sul tubo o l'effetto collaterale del fallimento nel mainstream andrà a scalfire anche le schiere di fan sul web?

Crediti: Thomas Cardinali, facebook