Terrorismo: la sfortuna di chiamarsi Isis: Facebook le disattiva il profilo

La sfortuna di chiamarsi Isis.
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Sono tempi complicati: il terrorismo è sulla bocca di tutti dopo i tragici eventi di Parigi. E alcune storie toccano il grottesco, come quella di Isis Anchalee su Facebook.

Dopo i fatti di Parigi, dove lo scorso 13 novembre sono morte oltre 120 persone per un attacco firmato dall'Isis (e dopo gli eventi del 2015: Charlie Hebdo, gli attentati a Tunisi, le bombe ovunque ne mondo) sono aumentati i controlli, anche on line. Su Facebook e Twitter, infatti, si va alla ricerca di profili che possano essere usati come strumento di propaganda per il sedicente Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis, appunto). In questa ricerca è caduta una giovane americana residente a San Francisco che si chiama, suo malgrado, sis Anchalee. Il suo nome le è valso la disattivazione del profilo e lei lo ha raccontato su Twitter facendo diventare la storia virale. "Facebook pensa che io sia una terrorista. Mandare una foto del mio passaporto non è sufficiente a sbloccare il mio account", ha scritto su Twitter. Sempre da Twitter le ha risposto Omid Farivar, User Experience a Facebook, che si è scusato per l'errore. La sfortuna di chiamarsi Isis.

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