Surrealismo ed efelidi? Lo Sgargabonzi si racconta in ungherese

Intervista allo Sgargabonzi
Ecrit par

Abbiamo avuto l'onore di fare due chiacchiere con Alessandro Gori, noto sul web come Lo Sgargabonzi. Perdetevi nella sua scrittura surreale su meltyBuzz.

Molti di voi conosceranno Lo Sgargabonzi, blog umoristico nato nel 2005 e che si è trasformato in una pagina Facebook di successo a partire dal 2013. Abbiamo avuto l'onore di scambiare due parole con Alessandro Gori, l'autore della folle genialità che permea ogni frase scritta a nome dello Sgargabonzi. Un umorismo surreale e cinico in risposta alle meschinità ed alle finzioni della società contemporanea, non adatto a coloro che si fermano di fronte alla forza delle parole senza interrogarsi sul mondo che svelano. Prima di arrivare alle domande curate dalla nostra redazione satirica del Corriere della Resa (qui su Facebook), affidiamo la presentazione dell'autore alle sue stesse parole: “Alessandro Gori nasce ad Arezzo il 14 gennaio, come Che Guevara e Guccini, Bonolis e Gianna Nannini, Scialpi e Boy George passando per Rutelli e Alois Alzheimer. È laureato in Psicologia Clinica e a cavallo del 2000 si è occupato di giornalismo videoludico scrivendo in molti siti e riviste del settore (Zeta, PcFun, Next Station, Next Action). Dal 2005 cura il famigerato blog Lo Sgargabonzi, una pagina dai contenuti provocatori e umorismo nero pece popolata da personaggi tragicomici. Nel 2013 Lo Sgargabonzi diventa anche una pagina Facebook che oggi conta 10.000 lettori. Nel 2013 scrive per Internazionale ed esordisce in libreria con “Le avventure di Gunther Brodolini” (Edizioni FuoriOnda, 2013 – qui su Amazon). Si tratta di un romanzo di formazione atipico e psichedelico, una sorta di Gian Burrasca del dopobomba, attualmente alla terza ristampa. Negli ultimi due anni ha portato in giro per l'Italia, in quaranta diverse date, il suo spettacolo di recital e musica “Lo Sgargabonzi Live! ”. Il 12 novembre 2014 è uscito il suo secondo libro, “Bolbo” (Edizioni FuoriOnda – qui su Amazon), scritto insieme all'amico Gianluca Cincinelli. Da luglio 2015 scrive sul mensile "Linus".”

Sei uno dei rarissimi esempi in Italia di comicità surreale contemporanea. Come è nata la tua esigenza di scrivere ciò che la tua mente fa sgorgare a ritmo continuo? Non so da cosa nasce. Da sempre ho dato assoluta priorità al tempo perso. Pure quando andavo a scuola, mettevo la faccia di uno che segue la lezione, ma non ne ho mai seguito un solo minuto perché pensavo a cose, tipo, come si comporta Alberto Brandi di Controcampo quando fa l'amore. Mi succedeva pure alle elementari. Sulle cose che non mi appassionano, ho una soglia dell'attenzione limitatissima. È lì che conquista spazio Alberto Brandi, un eroe moderno.

La tua formazione comica come è avvenuta? Lo spirito totalmente anarchico è del tutto spontaneo o hai risentito della lettura di alcuni autori? Leggendo ciò che scrivi mi vengono in mente analogie immediate con i racconti di Woody Allen e con la parte più surreale della produzione di Daniele Luttazzi. Non m'ispiro a nessuno in particolare. Non attivamente almeno. Certo, poi chiaramente ho anch'io i miei miti. Alfredo Cerruti degli Squallor e Renato Pozzetto su tutti. Ma mi piacciono pure Ricky Gervais, Max Tortora, Gene Gnocchi, Paolo Villaggio e i fumetti di Carlo Peroni.

Hai iniziato la tua attività curando il blog "Lo Sgargabonzi", per poi proseguire in tanti canali diversi: Facebook, due libri, reading aperti al pubblico. Qual è il mezzo espressivo secondo te più adatto ai tuoi testi? Mi capita spesso di recitare alcuni miei pezzi durante le sedute spiritiche, ma solo quando vengo evocato bene. Ecco, quello mi piace.

Con i reading riesci a rimorchiare nonostante i problemi di erezione? Non avere erezioni è un toccasana. Se un giorno dovessi avere delle groupie, saprò che queste vengono con me perché sono io e non per questo fatto dell'erezione. Per adesso comunque ho rimorchiato pochissimo. Ho avuto una storia virtuale di sei anni con una ragazza, Adelaide, ma alla fine ho scoperto che era un tucano.

Quando ci sarà il prossimo live e di cosa parlerai? Il prossimo 31 luglio. Al Lago Film Fest di Revine Lago, nel trevigiano. Sarà una serata straordinaria, piena di efelidi. Parleremo anche di riforme.

Parliamo dei tuoi libri. Come mai hai scelto il romanzo come genere letterario? E quali sono a tuo modo di vedere i punti di forza dei due testi? C'è stata un'evoluzione nel tuo modo di scrivere da "Brodolini" a "Bolbo"? Il punto di forza dei miei libri è innanzitutto il fatto che il 50% del ricavato è devoluto in beneficenza al Darfur. Il nostro progetto è quello di regalare a quei bimbi sfortunati dei beni di primissima necessità per loro: diecimila piccole bare bianche. Detto questo, sono libri molto diversi. Brodolini è un romanzo di deformazione grondante umorismo nero, un Gian Burrasca del dopobomba, come mi piace definirlo. Bolbo, scritto insieme al mio amico Gianluca Cincinelli, è una storia psichedelica a scatole cinesi che cambia pelle capitolo dopo capitolo e che spazia dal sorriso alla lacrima senza soluzione di continuità.

Nei tuoi scritti sezioni con estrema efferatezza le ciniche ipocrisie della nostra società senza sentenziare dall'alto ma sguazzando nella stessa melma che critichi. L'impoverimento del linguaggio comico in tv, fatto ormai di soli tormentoni, ha asciugato anche l'immaginario del pubblico? Il tuo stile avrebbe avuto più successo venti anni fa? Non me lo sono mai chiesto. Del resto io scrivo solo quello che so scrivere. Per il resto sono versatile come una scarpa paracarro. Ma sono contento che sottolinei il fatto che non sentenzio mai dall'alto. È esattamente quello che non sopporto di molti comici che si collocano nella macro-categoria del "politicamente scorretto". Hanno sempre questa posa, questa voglia di far vedere, per contrasto col mondo ridicolo che descrivono impietosi, quanto loro sotto sotto la sanno leccare bene.

Giocare tutta la serata a dei giochi da tavolo con Noel Gallagher. Pensi sia possibile immaginare qualcosa di meglio? Sono già felice così. Domani oltretutto festeggio sessant'anni di matrimonio.

Crediti: web , Lo Sgargabonzi