Spotted university, la Sapienza di Roma crea la pagina Facebook

Dalla pagina Facebook "Spotted Sapienza"
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Dopo essersi diffuso nel Regno Unito, in Francia e in altri Paesi europei, le pagine “Spotted university” sono arrivate anche in Italia: tra le prime ad essere aperte c'è quella della Sapienza di Roma.

Ne avevamo parlato meno di un mese fa descrivendolo come il nuovo fenomeno “social” del momento, e - come avevamo previsto - le pagine “Spotted university” non hanno tardato ad arrivare anche in Italia. Una delle prime università ad aver creato su Facebook la propria pagina per condividere messaggi sulle persone avvistate tra aule, corridoi e biblioteche è la "Sapienza" di Roma, che ha raccolto in poche settimane più di 2.500 like ed è in continua espansione. Come avevamo già sottolineato nel precedente articolo, la creazione di queste pagine è un interessante spunto di riflessione sull’evoluzione delle relazioni interpersonali ai tempi dei social network online. Come Facebook, anche “Spotted” è un fenomeno profondamente legato al mondo universitario e ha già suscitato non poche polemiche nel Regno Unito, dove è stato creato FitFinder, il precursore delle attuali pagine.

Spotted university, la Sapienza di Roma crea la pagina Facebook

Le preoccupazioni legate all’utilizzo massivo di queste pagine appartengono prevalentemente a due ordini: la privacy e la contrapposizione tra mondo reale e vita online. Sicuramente, le buone pratiche e la moderazione dei messaggi da parte degli amministratori delle pagine sono due componenti fondamentali per tutelare coloro che involontariamente rischiano di diventare oggetto di pubbliche conversazioni tra gli utenti. Per quanto riguarda invece il divario tra reale e virtuale, è innegabile che la diffusione dei social network abbia già modificato le relazioni interpersonali, le informazioni private cui abbiamo accesso e la possibilità di entrare in contatto con una rete di persone più o meno vicine a noi. Sebbene le pagine “Spotted” esistano da quasi tre anni, in realtà esse riproducono - in chiave meno ufficiale e dunque più socialmente accettabile - lo schema dei siti d’incontro nati sul web, che a loro volta stanno evolvendo sempre più verso l’imitazione e lo sfruttamento dei social network più popolari, come mostra anche il fenomeno di “Bang with friends”.

Spotted university, la Sapienza di Roma crea la pagina Facebook

C’è da considerare, infine, che lo spirito goliardico alla base della creazione di FitFinder e dunque di Spotted non si è completamente esaurito. Quanti utenti inviano messaggi anonimi con la sincera speranza di trovarsi davvero di fronte la persona “avvistata”, e quanti lo fanno per farsi due risate tra un esame e l’altro? Per ora, gli studenti della Sapienza sembrano aver reagito con energia all’introduzione di Spotted: “A saperlo prima evitavo tutte quelle denunce e ordinanze restrittive per stalking” ironizza un utente, “Chi ha concepito questo spazio è un GENIO! ”, dice un altro, e ovviamente non mancano voci di dissenso: “vedo pochi post su Lettere. Questo mi rincuora: non siamo totalmente segaioli e decerebrati come il resto delle facoltà. Ottimo”.

Crediti: © Copyright by Benedetta Asher Frassineti