Selvaggia Lucarelli vs 50 sfumature: La recensione di Grey

Selvaggia Lucarelli vs Mr. Grey
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Nuovo post di Selvaggia Lucarelli che commenta a modo suo Mr. Grey, il nuovo romanzo della collana 50 Sfumature di Grigio. La giornalista commenta su Facebook: “Il nuovo capitolo della saga è una sado-minchiata”.

È uscito da poco il nuovo libro della collana di 50 Sfumature di Grigio e Selvaggia Lucarelli si è occupata di recensirlo per il Fatto Quotidiano, accompagnando il link sulla sua pagina Facebook che rimanda all’articolo con il commento: “Il nuovo capitolo della saga è una sado-minchiata. Naturalmente Mr Travaglio mi ha legata e frustata per costringermi a leggerlo”. La giornalista non ci è andata leggera nella sua critica, stroncando più che commentando. Infatti per la Lucarelli “la corazzata “Grey” è veramente una cagata pazzesca con l’aggravante, rispetto alle cagate precedenti, di essere pure più ambiziosa”. Questa analisi tranchante non riguarda però “l’aspetto narrativo, anche perché lì per fare di peggio l’autrice poteva solo far passeggiare il gatto sulla tastiera del computer , ma sotto l’aspetto dell’analisi psicologica”. Infatti la descrizione psicologica del protagonista del romanzo, Mr. Grey, può apparire semplicistica o come la stessa Selvaggia spiega “lui è così perché la madre naturale era drogata, il papà un violento che l’ha fatta fuori, la madre adottiva una donna fredda, l’amica della mamma una cougar infoiata che lo aiutava nei compiti ma la geometria gliela insegnava col metodo empirico: mettendolo a 90 gradi".

Selvaggia Lucarelli continua nella sua dissertazione descrivendo il nostro eroe come uno “che ama infilzare Anastasia come un arrosticino abruzzese ma poi si preoccupa che vada piano in macchina e che lui, il milionario sadico e sgamato, si beve tutte le balle che gli racconta Anastasia con un candore commovente”. Anche la descrizione della co-protagonista Anastasia non è certo dei più lusinghieri, scrivendo: “Lei bella, laureata, ironica e ragazza di mondo non solo gli racconta di essere vergine, ma pure di non sapere cosa sia l’ autoerotismo. In un mondo di quindicenni che per una ri carica da 20 euro la lanciano con la balestra, lui incrocia una ventitreenne che non si è mai sfiorata neanche con una spugnetta da doccia”. Insomma possiamo facilmente concludere che la Lucarelli non sia una sfan sfegatata di questa serie di libri, e che difficilmente ne consiglierebbe la lettura a nessuno, a meno che non si trattasse di uno dei suoi “nemici”.

Crediti: web