Selvaggia Lucarelli: I peggiori post dopo gli attentati di Parigi

La giornalista Selvaggia Lucarelli
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Selvaggia Lucarelli fa il punto sui peggiori commenti apparsi su Facebook dopo gli attentati di Parigi, analizzando le diverse categorie dal “Salviniano” alla “sindrome di Roberto Saviano”.

Selvaggia Lucarelli in un articolo per il “Fatto Quotidiano” ha fatto il punto sui commenti apparsi sui social in seguito agli attentati di Parigi, introducendolo con il prologo “Se esiste qualcosa di più becero e spaventoso di un attacco terroristico, è forse la reazione dei social network a un attacco terroristico. Per carità, qua e là si trovano anche delle belle riflessioni e condivisioni di articoli lucidi e ragionati, ma in linea di massima, dopo i fatti di Parigi, ho letto ed esaminato la mia home page di Facebook e mi sono chiesta se non sia il caso di vietare il pensiero libero come il fumo nei locali e i retweet alle cazzate di Gasparri”. La Lucarelli continua nell’articolo elencando i “i commentatori-tipo sui social” differenziandoli in varie categorie. Tra i primi figurano “Quelli che fino a tre giorni fa pensavano che La rabbia e l’orgoglio fosse la nuova fiction con Garko e la Arcuri e ora citano la Fallaci come se avessero i post-it con le sue frasi sul frigorifero”.

Sulle nostre bacheche, continua la nostra Selvaggia, è possibile trovare poi “Quelli che si improvvisano moralizzatori delle bacheche altrui e vigilano sulla sensibilità comune col piglio della madre badessa in un collegio femminile irlandese”. Dopo questa categoria “bacchettona” segue invece quella a volte troppo empatica con la situazione del momento, costituita da “Quelli che cambiano la foto profilo a seconda del caso del momento e che, in caso di sovrapposizione di avvenimenti, vanno in crisi: per cui, tanto per andare sul sicuro, come avatar in questi giorni hanno piazzato un fotomontaggio in cui Moira Orfei sventola la bandiera della Francia con su dipinta la faccia dei Marò e la scritta “Je suis Valentino Rossi””.

Nell’articolo c’è anche spazio per chi invece segue come modello il proprio leader di riferimento. Si tratta del tipico “Salviniano che “Bombardiamoli, vanno rasi al suolo, è guerra, ammazziamoli tutti, ci vorrebbe la bomba atomica, partiamo e annientiamoli!”, poi se gli entra un pipistrello in casa si infilano nell’armadio quattro stagioni”. O invece, all’opposto: “Quelli che hanno la sindrome di Roberto Saviano e, per sentirsi protagonisti della cronaca, azzardano l’aneddotica più improbabile”. Infine Selvaggia Lucarelli conclude con le categorie di “Quelli che credono a qualsiasi cosa vedano sulle bacheche altrui e postano la qualunque senza alcuna verifica” e “Quelli che c’è sempre un morto più morto degli altri. Ah, certo, i morti parigini. E i bambini siriani? E i palestinesi? E i curdi? E i ceceni? E i nigeriani?”. Insomma una panoramica completa su quello da evitare di pubblicare sui propri account in una situazione tragica come quella accaduta in Francia.

Crediti: Archivio web