Selvaggia Lucarelli difende Vespa: "Intervistare Foffo è giornalismo"

Selvaggia Lucarelli difende Bruno Vespa e accusa Valter Foffo
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Selvaggia Lucarelli ha difeso Bruno Vespa su Facebook, reo di aver invitato a Porta a Porta Valter Foffo, il padre di uno dei sue assassini di Luca Varani. Ecco cosa ha scritto.

Selvaggia Lucarelli - che attualmente è giudice a Ballando con le Stelle - ha preso parte al dibattito che si è scatenato sull'ultima puntata di Porta a Porta. Bruno Vespa, infatti, ha invitato in trasmissione Valter Foffo, il padre di uno dei due assassini che ha confessato di aver ucciso Luca Varani dopo averlo torturato. L'intervista ha generato un'ondata di indignazione sui social. Se la maggior parte degli utenti su Twitter ha invocato lo sciacallaggio mediatico puntando il dito contro Bruno Vespa, Selvaggia Lucarelli, nel suo post su Facebook, ha preferito porre l'accento piuttosto sul padre dell'assassino, reo di aver accettato l'invito. "Tuo figlio ammazza un ragazzo come un cane e per ragioni che nella migliore (si fa per dire) delle ipotesi vanno da un rifiuto di natura sessuale a quella peggiore, ovvero "Vediamo com'è ammazzare qualcuno", e tu anzichè fissare la parete della cucina di casa tua per sei mesi e domandarti in quale gorgo nero sia stata risucchiata la tua vita, ti fai annunciare dal gong di Vespa. (per dire poi che era tanto un caro ragazzo)", ha scritto la giornalista del Fatto Quotidiano.

Secondo Selvaggia, "essere capaci di tutto é anche questo, mica solo piantare un coltello nel petto di qualcuno", ha scritto nel suo post riferendosi ancora a Valter Foffo. Per la giornalista e influencer, insomma, la vera persona da deprecare, non è chi lo ha invitato, ovvero Bruno Vespa. Sul suo post, infatti si è scatenanto un dibattito soprattutto da parte di chi accusa senza remore il conduttore di Porta a Porta. "Mi sfugge il perché Vespa non avrebbe dovuto averlo in studio, se non obbligato. Si chiama giornalismo. Nessuno l'ha pagato per giunta", ha risposto Selvaggia a chi metteva l'accento sulla deontologia professionale di Bruno Vespa e della trasmissione di RaiUno. "Non ci trovo niente di giornalistico nell'intervistare un demente che è andato in televisione a difendere l'indifendibile", risponde un utente rilanciando un dibattito che resta aperto. Voi che ne pensate? Venite a dire la vostra twittando al nostro account ufficiale @meltybuzz_it.

Crediti: Facebook