Saverio Raimondo: "Vi racconto il Dopofestival e la mia comicità"

Tutte le facce di Saverio Raimondo
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Saverio Raimondo è l'incontrastato leader del Festival di Sanremo 2015 sui social network. Il suo Dopofestival riceve lodi a profusione. Il segreto è in una scrittura comica di stile anglosassone. Intervista.

Lo abbiamo inseguito un intero pomeriggio, violando per due volte l'Ariston con il pass sbagliato e sfidando la pioggia che da 24 ore sta facendo appassire tutti i fiori di Sanremo. Ma Saverio Raimondo ci teneva ad incontrare melty: “Grazie per il seguito che avete dato al Dopofestival! ”. La sua giornata è colma di interviste per commentare due cose: il flop dei comici scelti da Carlo Conti sul palco dell'Ariston, con le dovute eccezioni di Rocco Tanica e Virginia Raffaele; e soprattutto il suo trionfo nel Dopofestival scritto e condotto con Sabrina Nobile e in onda sul sito sanremo.rai.it. Nella quarta serata si sono registrati 3mila tweet alle 3 di notte e un incremento del 170% degli utenti unici. Una roba per nottambuli, ma da leccarsi i baffi. “Io devo ringraziare Comedy Bay per avermi fatto scoprire e comici anglosassoni come George Carlin e Bill Hicks – racconta Saverio – Punto sulla scrittura comica e dico addio alle imitazione e ai regionalismi”.

Quale è la cultura satirica di Saverio Raimondo? Hai dei comici di riferimento? I miei comici di riferimento sono essenzialmente americani e inglesi, sono i cosiddetti stand-up comedians. Si va dai fratelli Marx a David Letterman, passando per John Oliver, i Monty Python e Woody Allen. Non sono un amante della tradizione comica italiana perché è troppo legata ai regionalismi e alle maschere, che a me non divertono. Io ad esempio non posso definirmi un comico romano, sono slegato dalla comicità tipica della mia città e in molto lo vedono come un limite. Per me invece è una qualità, perché il mio obiettivo è scrivere testi comici.

Tutte le facce di Saverio Raimondo
Tutte le facce di Saverio Raimondo
Tutte le facce di Saverio Raimondo
Tutte le facce di Saverio Raimondo
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Tra gli italiani? Maurizio Crozza? Daniele Luttazzi? Per quanto Maurizio Crozza non sia regionale rispetto agli altri comici in voga, non lo ascrivo al mio pantheon, a me piace una comicità diversa. Mi spiego: per quanto eccellente, l'imitatore non rappresenta mai una novità nel linguaggio comico. Daniele Luttazzi è stato certamente un pioniere nel portare la comicità di stile anglosassone in Italia. Poi naturalmente a causa dello scandalo dei testi tradotti dall'inglese è stato ridimensionato dal punto di vista artistico.

Come stai vivendo il successo del Dopofestival? Fa davvero piacere, sto lavorando sodo e non in condizioni facilissime. Mi fa piacere divertire la gente. E dà ancora più soddisfazione in un panorama, quello italiano, che offre poche cose divertenti. Il problema è che in Italia è assente la scrittura comica, perché c'è il mito dell'improvvisazione, con due conseguenze: finisci per ripeterti in continuazioni; non riesci ad evolverti. Il Dopofestival è tutto basato sulla scrittura, i monologhi li butto giù un'ora prima di andare in onda, ma vorrei farli ancora più precisi.

Ma in Rai come ci sei finito? E come vivi il rapporto con l'azienda? Mi ha squillato il telefono. Sia gli autori del programma che la responsabile del progetto avevano pensato a me. L'azienda non ha ancora le idee chiare su come investire e innovare sul web ma devo dare loro atto di averci provato con questo Dopofestival. Abbiamo diversi problemi oggettivi, che tra l'altro nel programma abbiamo trasformato in una gag. Ma va detto che gli altri broadcast televisivi non avevano mai dato vita a un programma pensato per il web.

La quarta puntata del Dopofestival

La direzione Rai ci sta pensando. Si parla di “upgrading” del programma dal web alla tv. Secondo te è possibile? Il programma è fatto apposta per il web, e la sua forza è proprio quella. In televisione non avrei la stessa libertà perché la Rai ha un punto di vista diverso dal mio: alle 2-3 del mattino i limiti posti ai contenuti sono gli stessi che alle 11 di sera. Quando la rete mi chiede perché non penso si possa portare in tv rispondo inoltre che la televisione non è il premio per un prodotto sul web, l'evoluzione è insita al web e deve avvenire sul web. La vera promozione quindi consiste in un maggiore investimento nel web. Terza ragione per cui non può andare in tv: in Italia esistono solo televisioni generaliste, non ci sono linee editoriali più precise. Solo in quell'ottica programmi come questo potrebbero trovare spazio in tv.

di Nicola Accardo - Twitter @nicola_accardo

>>> Lunedì 16 gennaio Saverio Raimondo sarà protagonista su Comedy Central (canale 124 di Sky) della prossima puntata di Stand Up Comedy

Crediti: Nicola Accardo, melty.it