Malaysia Airlines, Israele, Berlusconi e il sesso libero: "I Virus della Settimana"

La manifestazione pro Palestina a Parigi
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Lezione numero 1: è sempre colpa dei russi. Lezione numero 2: non è mai colpa di Israele. Lezione numero 3: fate l'amore come Silvio. Il meglio, ma soprattutto il peggio della settimana su meltyBuzz.it.

Quante volte ci avete ripetuto che l'aereo è il mezzo più sicuro del mondo? Bene, bravi. Ora provate a dirlo ai passeggeri del volo MH17 della Malaysia Airlines, colpiti presumibilmente - e non si sa per quale motivo - da un missile terra-aria e i cui brandelli di braccia e gambe sono precipitati come il contenuto di una tanica di diserbante sul territorio ucraino. Una macelleria umana. E' vero, l'immagine postata su Facebook da un passeggero olandese prima di salire a bordo e le dichiarazioni di suo potenziale compagno di viaggio, che per ben due volte è riuscito ad evitare la tragedia cambiando la prenotazione del volo, sanno molto di Final Destination. Ma non è escluso che dietro questa tragedia non si nascondano dei calcoli politici ben precisi. Le dichiarazioni di Barack Obama, secondo cui sarebbero stati i ribelli russi ad abbattere l'aereo della Malaysia Airlines, lasciano quanto meno un po' di spazio alla riflessione. Perché dopo ogni incidente il faccione del Presidente americano ci fa la lezione su chi sono i cattivi da punire? Perché i ribelli russi avrebbero dovuto abbattere un aereo malesiano pieno di olandesi? Fino a che punto possiamo essere certi che la demonizzazione sistematica della Russia di Vladimir Putin sia solo un caso?

Altro giro altro premio. Da qualche settimana è tornato di moda parlare del conflitto israelo-palestinese. Basta qualche bomba sulla Striscia di Gaza, le immagini dei corpicini di quattro bambini spappolati da un'esplosione sulla spiaggia e l'argomento torna ad essere "cool" sui social network. Tanto il Mondiale è finito! C'è chi è per gli uni, chi è per gli altri, chi da buon fighetto pacifista scrive: "Ho le lacrime agli occhi, ora basta". Seduti comodamente davanti allo schermo, magari con una birretta in mano, siamo tutti pronti a pontificare ignorando in parte - spesso completamente - la complessità di un conflitto che dura da 2mila anni. Anche il filosofo Gianni Vattimo ha partecipato al balletto delle dichiarazioni a caso e ha scioccato gli ascoltatori de La Zanzara, su Radio24, definendo gli israeliani dei nazisti puri, forse peggio di Hitler. Sdegno? Fino ad un certo punto, visto che in tanti sui social network gli hanno dato ragione. Tutto ciò che è esagerato, su Twitter trova una linfa vitale per diventare virale. E se in quelle esagerazioni c'è un fondo di verità, bisogna correre ai ripari. Ecco perché Israele ha comprato qualche tweet per diluire i commenti pro-Palestina. Ecco perché Israele ha provocato Londra con un tweet che non lascia adito a dubbi.

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"Fate l'amore, non fate la guerra". Questo sì che è un motto a cui tutti noi dovremmo ispirarci. E invece niente. I tempi del partito dell'amore sono finiti, così come il suo principale promotore, Silvio Berlusconi. Che non meritasse di essere fatto fuori l'ha dimostrato anche il Tribunale di Milano: il fatto - anzi, i fatti, cioè concussione e prostituzione minorile - non sussistono. Capito, nemici dell'amore? Da quando se n'è andato lui, abbiamo dato il via libera al proliferare della barbarie: i tifosi della Juventus che massacrano Allegri su Twitter,Gasparri che litiga con Puffo Brontolone, Tina Cipollone che risponde male a Gianni Sperti e le fan di Ian Somerhalder che attaccano la sua nuova fiamma Nikki Reed. "Fate l'amore, non fate la guerra". Fate come quelli che utilizzano Tinder o come quelle due coppie di Belfast davanti all'uscita di una discoteca, che si abbandonano al piacere sotto gli occhi impietriti dei passanti. Queste sono le cose importanti nella vita. L'amore. La guerra lasciatela a chi se ne intende.

Il miglior modo per massimizzare gli incontri su Tinder

Lonely Sculpture (2014) from Tully Arnot on Vimeo.

Federico Iarlori

Crediti: Zuma / Visual Press Agency, afp