Pornokiller: Intervista social a Marco Cubeddu

Lo scrittore genovese Marco Cubeddu
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FaceBooks torna alla grande con un ospite d'eccezione: lo scrittore Marco Cubeddu (classe 1987), che si racconta in esclusiva per meltyBuzz grazie agli spunti che ci hanno fornito i suoi post su Facebook. Buon divertimento!

Marco Cubeddu, genovese, classe 1987, è una delle voci più originali del panorama letterario italiano under 30. Dopo il romanzo d'esordio "C.U.B.A.M.S.C. (Con Una Bomba A Mano Sul Cuore)" - un raffinato pastiche postmoderno intriso di riferimenti pop - Cubeddu torna in libreria con "Pornokiller" (Mondadori), definito da Luca Mastrantonio sul Corriere della Sera come "l'autobiografia assassina del ventennio italiano". A proposito dei social network dice: "Non li sopporto, non li so usare, mi infastidisce il rapporto messianico che si crea tra certi autori e i loro fan, e mi infastidisce il rapporto orizzontale fra altri". Non faccio in tempo a pensare "Cominciamo bene! " che addirittura rilancia: "Temo che a furia di scrivere compulsivamente su Facebook e Twitter, di connettersi con la velocità di questi mezzi o, che so, postare foto su Instagram ogni volta che fai colazione, temo tutto questo faccia diventare più cretini". Ma a noi di meltyBuzz non interessa. La sua pagina Facebook è fighissima e ci ha fornito un sacco di spunti interessanti per saperne di più su di lui e sui suoi gusti: dalla fantomatica Elena Ferrante alla pornostar Valentina Nappi, da Giorgio Mastrota alle serie tv americane, le circonvoluzioni pop, intellettuali e mai scontate di questo autore pirotecnico ci hanno conquistato. E siamo sicuri che accadrà lo stesso anche a voi!

Marco Cubeddu, Elena Ferrante, Premio Strega, Facebook
Il link all'intervista immaginaria di Cubeddu a Elena Ferrante

Hai scritto un'intervista immaginaria a Elena Ferrante: ce la descrivi fisicamente? Fisicamente secondo me è simile a Conchita Wurst. Sempre che si scriva così. Capisco la curiosità, capisco il politicamente corretto, capisco l’importanza di vendere un brand. Ma, parliamoci chiaramente: da guardare fa proprio schifo. Che ne pensi della telenovela sullo Strega? Mi diverte. Che sia tutto deciso a tavolino è vero solo in parte. Sono giochi, scambi, equilibri che riguardano ogni aspetto della vita umana nel capitalismo. Possiamo discutere se il capitalismo sia o non sia il miglior modo in cui l’umanità possa organizzarsi. Ma non vedo perché, stanti così le cose in ogni attività commerciale, sui libri ci si indigni tanto. Venendo al punto credo che sia tutto legittimo, comprese le cose più ridicole, compresi i teatrini a colpi di giornali e comprese le pressioni lobbystiche. Poi, da un punto di vista personale, ripeto, la cosa mi diverte assai. Stare al Ninfeo di Villa Giulia o a Casa Bellonci è bello, è kitsch, è volgare, è avere a che fare, comunque, nel bene e nel male, con la meravigliosa e inevitabile contraddittorietà editoriale e umana. Le cose coesistono, e i giochetti che ci sono dietro non contraddicono l’amore per i libri e per le storie, la professionalità e il valore artistico di tanti presenti, tra concorrenti e giurati. Val la pena godersi anche un po’ di gossip, assecondare un po’ di manie e megalomanie dei vari circoletti. Poi, una cosa è certa: meglio quelli altolocati e potenti di quelli dei finti antagonisti armati di eskimi e kefiah. A chi pensa che attaccare gli hipster o i radical chic sia fuori moda, a chi dice che ricorrere a vecchi stereotipi sia superficiale, vorrei dire che gli stereotipi sono semplicemente bellissimi, e quella gente ha la kefiah nel cervello, anche se non dovesse portarla più e l’avesse sostituita con chissà quale paio di snickers. E io, pistola alla tempia, tra il potere e l’odio per il potere (che è solo frustrazione per la mancanza di potere) sto con l’establishment al 100%. W lo Strega, W la fondazione Bellonci, W i grandi gruppi editoriali, abbasso i noiosi perditempo livorosi.

Marco Cubeddu, Giorgio Mastrota, Facebook, Pornokiller
La foto su Facebook

Hai davvero fatto la dedica a Giorgio Mastrota? E' un tuo fan? Al contrario. Sono io che sono un suo fan. Mastrota, oltre che un personaggio che mi incuriosisce artisticamente da molto tempo, ho recentemente scoperto essere una persona gentile, disponibile e generosa. Tanto da prestarsi a farmi da personaggio per Pornokiller, dove interpreta se stesso. La prima copia era sua di diritto. So che gli è arrivata, e che ne era contento. Se si facesse un film da Pornokiller sono certo sarebbe un attore straordinario.

Marco Cubeddu, Valentina Nappi, Pornokiller, Facebook
Il banner di Pornokiller con Valentina Nappi

Nei banner per pubblicizzare il tuo libro sui social c'è un'immagine di Valentina Nappi. Noi di meltyBuzz la seguiamo anche quando va a fare pipì... Vedendola nella foto che hai pubblicato sembra che oramai sia diventata un'icona pop. Cosa ne pensi di questo personaggio? Non ditemi così, che poi vi credo e mi tocca chiedervi com’è vederla fare pipì (dal vivo intendo, non in video, quello lo so bene). Il suo personaggio è ben calibrato, sulla falsariga di quello che si è costruita, molto più in grande, e con risultati decisamente migliori, Sasha Grey. Entrambe credo siano molto intelligenti, visto, con le debite proporzioni, il successo che sono riuscite a ottenere in un campo non facile come quello del porno. Entrambe fanno benissimo a fare altre cose oltre al loro lavoro, la Nappi fa benissimo a scrivere su Micromega, se quelli sono talmente disperati da farcela scrivere prendendola sul serio. Sul suo filosofeggiare, beh, c’è poco da dire, i suoi sono sproloqui allucinanti, privi di senso, ma sono molto meglio di quelli di alcune scrittrici che fanno la stessa cosa, solo peggio, e senza la scusante di emanare una carica erotica che da sola basta a farsi perdonare tutto. Quando penso a queste scrittrici, che scrittrici non sono, truccate come dei panda, che biascicano frasi sconnesse che per il solo fatto di risultare incomprensibili vengono prudentemente considerate dai loro fan geniali riflessioni, beh, mi viene solo più voglia di conoscere la Nappi, possibilmente come l’ho conosciuta diverse volte nel YouPorn della mia immaginazione, con il privilegio mentale, simile a quello che si ha riproducendo i video in streaming su internet, di poter mettere MUTO qualora iniziasse a pontificare.

Marco Cubeddu, Girls, serie tv, Facebook
Il post su Facebook

In questo post in cui parli della serie tv "Girls", mi ha colpito una frase: "Iniquità puttanesche di una generazione femminile allo sbando". Cosa intendi dire? Che ne pensi della serie? Brunilde, la protagonista di Pornokiller, è esattamente così, solo decisamente più giovane. È frivola, ma finge di non esserlo, l’unica differenza con le bruttine di Girls, è che il suo corpo efebico e palpitante è un incanto. Lolitesca, vampiresca, una Cappuccetto Rosso in cui convivono malizia e ingenuità, fatali per l’improbabile Lupo Cattivo che ne sarà vittima. Girls è una serie scritta e interpretata benissimo, una fotografia nitidissima delle velleità inconcludenti di una generazione di fannulloni (che ha le sue eccezioni, come la Dunham, la giovanissima creatrice della serie capace di mettere a frutto i suoi privilegi e dimostrare che i fighetti nostrani che si piangono addosso sono solo degli incapaci). Ti piacciono le serie tv americane? Guardo molte serie tv americane e inglesi, penso che sia evidentemente la forma di narrazione più sensata al momento. Senza bisogno di mettersi a discutere se siano o non siano i nuovi romanzi 2.0 sono semplicemente prodotti che uniscono magistralmente qualità, profondità e intrattenimento. Un modello, un regalo del cielo, la cosa più interessante da fare senza togliersi i pantaloni.

Marco Cubeddu, Gianni Morandi, Facebook
L'articolo di Marco Cubeddu su Facebook

Sei un attento osservatore della cultura pop e questo articolo su Gianni Morandi ne è la prova: cosa ne pensi di fenomeni come il suo o del caso di Magalli al Quirinale? Penso che siano fenomeni in parte casuali, in parte alimentati astutamente dagli interessati, che incarnano l’unico vero spirito di unità nazionale. Non ha alcuna importanza, ad esempio, che i loro contenuti siano o non siano stucchevoli e retorici, che siano veri o finti, quello che conta, e di cui dobbiamo tenere conto, è che nonostante il web pulluli di imbecilli rancorosi, insoddisfatti, frustrati e ossessivi, questo è quello che vuole veramente la gente: il rassicurante e casereccio nazionalpopolare. Dalla politica, in primis, e dall’intrattenimento a 360° in seconda battuta, le persone, cioè una mole di persone sufficiente per poter essere considerato un campione sociologico, vogliono qualcosa di rassicurante, semplice, tradizionale, casereccio. Non so se questo sia un bene o un male. Di certo non ci fa pensare che questo paese sia in grado di idolatrare personaggi realmente raffinati e produttori di grandi bellezze (che so, Pizzolatto o Gilligan meriterebbero statue sulle pubbliche piazze e Ministeri, probabilmente anche dell’economia). Ma, d’altra parte, il dato positivo, dal mio punto di vista, è che se la scelta è tra urlatori da strapazzo che vaneggiano su internet e icone nazionalpopolari che potrebbero essere dei nonni meravigliosi, avanti coi nonni tutta la vita, meglio quella mediocrità che la mediocrità finto alternativa.

Marco Cubeddu, Uzbekistan, Facebook
La foto su Facebook

Hai pubblicato un post in cui parli di un appuntamento di lavoro e c'è una foto davanti all'Ambasciata dell'Uzbekistan. Siamo curiosi: di cosa si tratta? Purtroppo non posso dirti niente di ufficiale. Ma possiamo fare così: ti do due versioni della storia senza confermartene nessuna. A te e agli eventuali curiosi stabilire quale delle due sia quella vera. 1) L’Uzbekistan è un grande Paese, in cui, per chi non si facesse troppi scrupoli, ci sono ottime opportunità di ottenere ingenti profitti in poco tempo. Da alcuni anni sto portando avanti con l’ambasciata diversi progetti di cui però non posso parlare liberamente. In tempi recenti, il mio referente è diventato lo stimatissimo Professor Maximilian Bucher, buon amico del fotografo John Quintana, di cui sono grande ammiratore. E sto sperimentando il piacere e l’onore di lavorare con un così prestigioso luminare. So bene che si tratta di un personaggio controverso, e i suoi detrattori possono dire quello che vogliono, ma i fatti sono fatti: è stato prosciolto da ogni accusa. E, comunque, quelle scimmie erano di sua proprietà. 2)Lo stesso stabile che ospita l’ambasciata ospita anche gli uffici di un’importante casa di produzione televisiva e cinematografica con cui stiamo valutando la possibilità di dar vita a progetti che portino a una reciproca soddisfazione artistica ed economica.

Di cosa parlerà il tuo prossimo libro? Il mio prossimo libro dovrebbe essere la biografia romanzata di Berlusconi. Non un’apologia, non una critica, un romanzo in tutto e per tutto, senza nessuna riflessione etica, soltanto estetica. Vedremo se troverò il modo di farlo.

a cura di Federico Iarlori - @fredjarl

Crediti: Facebook, Giulia Ferrando