Philadelphia: Quando la crema diventa epic fail

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La Kraft festeggia il raggiungimento di un milione di amici sulla pagina Facebook del suo prodotto di punta, Philadelphia, con una pubblicità che allude alla donna- oggetto. Parte la protesta sul social network e si parla di epic fail.

Dopo l'ultimo epic fail con la pubblicità di Clendy che alludeva al femminicidio per sponsorizzare uno oggetto per l'igiene domestica è la volta anche della Kraft, la celebre azienda statunitense che tra gli altri prodotti produce anche Philadelphia. I pubblicitari che negli anni si sono occupati delle campagne marketing di “Philadelphia” hanno fatto delle scelte tutt'altro che geniali: chi non ricorda le pubblicità degli anni '90 con un'esuberante quanto “ingenua” Kaori, che pronunciava la parola “Philadelphìa” con il suo buffo accento. Nell'epoca dei social media il marketing è cambiato, le aziende sfruttano la possibilità di raggiungere un'elevata visibilità attraverso la provocazione, a volte molto aggressiva. E' questo il caso dell'ultima trovata della Kraft: per celebrare il milione di amici sulla pagina Facebook del formaggio spalmabile, l'azienda ha pubblicato un'immagine che allude a tutt'altro. Nella foto vediamo una modella che si lecca le labbra nel tentativo di portare via il Philadelphia che le è rimasto intorno la bocca. Lo sguardo della ragazza è ammiccante, esprime gioia e soddisfazione. Nella foto la modella ha le spalle nude e questo sottolinea la volontà da parte della Kraft di aver cercato un doppiosenso, neanche troppo velato, alludendo ad una pratica sessuale. Inoltre la frase che accompagna la foto dice “Il piacere di un milione di amici” potrebbe essere letta come “essere il piacere di un milione di amici”.

I COMMENTI SU FACEBOOK

La pagina è stata immediatamente invasa da commenti che sottolineavano il cattivo gusto della malcelata allusione: “Doppi sensi a go go...” - i più tecnici hanno commentato: “Questi sono i tempi dove si definiscono le rules delle social strategies. Questo è assolutamente un #epicfail. Avete creato in molti l'associazione philadelphia=sp***a. E avete pure sottolineato la cosa col concetto di "piacere". Complimenti”. Gli utenti hanno continuato a far notare che la pubblicità, da che mondo è mondo, ha sempre giocato sulla malizia, ma che qui invece si tratta di una poca lungimiranza che si ritorce contro l'azienda, Alessio De Gregorio ha scritto: “La pubblicità ha sempre giocato sulla malizia e sui messaggi subliminali" - e - "Il sottotesto sessuale è voluto, cercato e ricreato con una banalità nell'esecuzione pari solo alla scontatezza del messaggio. L'idea era giocare sulla viralità e sul passa-bacheca, ma gli si è ritorta contro per la bassa lungimiranza”. Giuseppe Gigante ha commentato insieme alla sua compagna, la quale vedendo la pubblicità è rimasta basita, e ha scritto: “Per inseguire un target dubbio hanno distrutto la clientela. Mi fa notare la mia compagna che l'immagine è molto offensiva - Il piacere di un milione di amici - può essere letta come 'essere il piacere', lo stereotipo della donna-oggetto. La foto è inquadrata dall'alto verso il basso. La posa della ragazza rispetto alla fetta di pane è palesemente fallica”. Enrico Rivasi, ha fatto notare che se si arriva a fare allusioni sessuali per incrementare le vendite quei pubblicitari hanno veramente poco da dire "E' una tecnica che ormai troppi Top Brand stanno utilizzando per far parlare di sè per un #epicfail. Ma la creatività dov'è finita? Non si sa più cosa inventarsi".

ALTRI CASI

Il caso di "Philadelphia" non è l'unico, la Kraft non è la sola azienda che ha utilizzato un marketing provocatorio alludendo al sesso: l'azienda casearia del sud Italia, Zappalà, per pubblicizzare il latte ha rilasciato l'immagine di una modella ricoperta di liquido bianco, molto denso, accompagnata dalla scritta "Allattatevi". E questo è ancora niente: il colosso finlandese Valio, produttore di prodotti caseari, per sponsorizzare il suo latte ha creato una campagna in cui la modella, in stile Heidi,con tanto di treccine bionde e corona di fiori tra i capelli, spalanca la bocca per bere uno zampillo di liquido bianco. Dietro ad ognuna di queste pubblicità, oltre che un enorme vuoto creativo, c'è la voglia di provocare l'opinione pubblica sorpassando i confini del buon gusto. Quello che sarebbe da chiedersi è quanto è utile mirare ancora allo stereotipo della donna - oggetto quando in Italia una donna ogni due giorni muore di violenza maschile.

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Crediti: facebook, Archivio web, anni90spot90