Parliamo di Videogiochi: Ecco come siamo arrivati fin qui (intervista esclusiva)

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Chi è appassionato di videogiochi conoscerà senz'altro il sito che ne parla più famoso d'Italia: Parliamo di Videogiochi. Fraws e Il Signore Oscuro ci hanno raccontato come è nato e quali sono le loro idee sulle recensioni: "Se un gioco fa cacare, bisogna dirlo! ". Leggi l'intervista su meltybuzz.it.

Parliamo Di Videogiochi è un sito-web, un canale Youtube, una pagina Facebook: ma è soprattutto un punto di riferimento per migliaia di appassionati di videogame che nelle recensioni e negli articoli della redazione di PDV trovano obiettività, serietà e un tocco di ironia. "Siamo un gruppo di appassionati che vuole parlare di videogiochi senza preoccuparsi delle conseguenze, ovvero senza PR che volteggiano sopra le nostre teste", è il principio dei ragazzi: messo nero su bianco, è impossibile prescindere da questo motto per capire il loro lavoro. Abbiamo intervistato Francesco Miceli (alias Fraws, creatore di PDV) e Luca Margari (Il Signore Oscuro): ci hanno raccontato come sono nati sito e canale Youtube, come si svolge il loro lavoro e quali sono gli obiettivi che portano avanti, senza tralasciare di svelarci la loro opinione sui gameplay.

Quanti siete attualmente nella redazione? Luca: Ti spiego subito, c'è una divisione tra chi si occupa del sito web e chi cura il canale Youtube. In totale siamo una decina, con qualche collaboratore. Io mi occupo principalmente dell'organizzazione, della gestione dei contatti e a volte aiuto Fraws (Francesco) nel video-editing. Poi ci sono Bruno, che è il caporedattore del sito, Voky e Dario che si occupano degli aspetti più tecnici. Francesco però è il capo di tutto, quello che ha l'ultima parola, diciamo. Francesco: Parliamo di Videogiochi è nato nel 2009 come portale che dovesse racchiudere sotto un unico indirizzo tre progetti riguardanti il mondo videoludico: Ringcast, il celebre podcast condotto da Tommaso de Benetti (Gatsu), Corso per Videogiocatori Professionisti, canale YouTube di Vitoiuvara e, infine, Babel (quel che era Ring e quel che adesso è Players) una rivista che parlava appunto di videogiochi. Io ero il moderatore del forum e poi ho iniziato ad occuparmi anche del canale Youtube (ammetto che all'inizio non ci capivo niente). La prima rubrica di recensioni su YT si chiamava "Giochi Brutti": diventò la più popolare del sito e così da lì nacquero le altre. Finché Gatsu mi cedette il portale parliamodivideogiochi.it.

I video escono ogni martedì, giovedì e sabato. Sul vostro canale si trovano recensioni su tantissimi game: quanto tempo dedicate ai videogiochi durante la giornata? Francesco: Per me è un lavoro a tempo pieno, gli dedico circa 8 ore al giorno. Scrivere la recensione di un nuovo videogame non è così facile: bisogna provarlo, scoprirne tutti i lati e gli eventuali bugs, presentarlo a chi non lo conosce, ma anche a esperti del settore che ci seguono. Alcuni di noi hanno altri impieghi, ma tutti dedicano a PDV tutto il tempo che possono.

Riuscite a farne un lavoro vero e proprio o è ancora solo un "hobby" per voi? Francesco: Penso che Youtube sia solo un mezzo per arrivare ad altro, anche se per ora gli dedico la maggiorparte del mio tempo. Siamo cresciuti tantissimo dall'apertura del canale (attualmente hanno più di 230 mila iscrizioni, ndr) e l'obiettivo è quello di crescere ancora.

Qual è il videogioco che non vi stancherà mai? E quello più brutto? Luca: A entrambi piacciono soprattutto i giochi strategici. Uno dei migliori per me è Metal Gear Solid, mentre ultimamente sto giocando a League of Legend. Poi mi piace tutta la serie di Total War, ovviamente... Il peggiore che abbiamo recensito? Penso Star Wars Kinect: se non il più brutto di tutti i tempi, sicuramente il più brutto dell'anno. (ridono)

Sul vostro canale si trovano principalmente recensioni: cosa pensate invece dei gameplay, come quelli dello youtuber americano PewDiePie? Francesco: Non possiamo paragonare il nostro canale a un canale di gameplay. Noi studiamo un videogioco in tutte le sue sfaccettature, passiamo giornate intere a giocare per scoprirne ogni lato positivo e negativo, e solo alla fine lo recensiamo: non per far ridere e intrattenere (certo anche le visualizzazioni sono importanti) ma per darne un giudizio serio e obiettivo. Per fare un gameplay invece ci si mette molto, ma molto meno. Diciamo, il tempo del video, più una ventina di minuti per il montaggio. I gameplayer hanno semplicemente un altro obiettivo: quello di divertire, diventare dei comici ed essere popolari tramite i videogiochi. Luca: I gameplay noi li realizziamo solo nel caso abbiamo un videogioco in anteprima, o un gioco di cui nessuno ha ancora parlato.

Nella descrizione sulla vostra pagina Facebook c'è scritto: "Siamo un gruppo di appassionati che vuole parlare di videogiochi senza preoccuparsi delle conseguenze, ovvero senza PR che volteggiano sopra le nostre teste". Ci spiegate meglio cosa intendete con questa affermazione? Francesco: Significa lavorare con obiettività, senza lasciarsi influenzare dalle richieste delle case di produzione. E' capitato alcune volte che una multinazionale ci chiedesse di recensire un videogioco e l'abbiamo fatto: se il videogioco mi piaceva, lo scrivevo, se non mi piaceva, lo scrivevo uguale. E infatti alcune video-recensioni non sono state riconosciute dalla casa, come ad esempio successe con quella dedicata a "Money Truck". Altri non la pensano come noi e preferiscono scrivere quello che viene loro "imposto" dai Pr che commissionano la recensione: sono scelte.

A quando la prossima recensione? Luca: Tra mezz'ora circa! Ultimamente abbiamo avuto alcuni problemi di organizzazione, con Fraws in ospedale e Dario impegnato con l'università. Ma ora ripartiremo e abbiamo in mente diversi progetti: cercheremo di coltivare di più le serie del canale Youtube, sempre nel nostro stile, limitando le recensioni. Per il momento, non possiamo dire di più!

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Crediti: web