Pannolini Huggies: Spot sessista? C'è chi non è d'accordo

Lo spot dei pannolini Huggies che divide l'opinione pubblica
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Il nuovo spot dei pannolini Huggies, con i suoi modelli diversi per maschio e femmina, hanno fatto gridare allo scandalo. Ma c'è anche chi pensa che vedere il sessismo ovunque stia diventando un'ossessione. Scopri di più su meltyBuzz.

La marca di pannolini Huggies scivola con nonchalance nei luoghi comuni nel suo ultimo spot. Strano, per una pubblicità che si rivolge al grande pubblico. La marca propone due pannolini diversi per due sessi diversi e, di conseguenza, per due prospettive di vita diverse. La bambina pensa a farsi bella e il bambino a fare il calciatore e via dicendo. Altro che luoghi comuni - cominciano a pensare in molti -: qui si tratta proprio di sessismo. Giulia Siviero si indigna sul Post e, senza dilungarsi troppo nelle argomentazioni - la cosa è talmente evidente -, lo definisce "un vero manifesto sessista di 30 secondi". Insomma, ci sono gli estremi per la solita petizione su change.org per far rimuovere lo spot il più presto possibile. E su Twitter si fa gara a chi è più gender-egalitarian. "La #Huggies lascia ai soli maschietti il diritto all'avventura", twitta @gaialessandra, seccata; mentre @heytherFrancis è proprio incazzata: "La prossima volta che vedo la pubblicità dei pannolini Huggies tiro qualcosa alla televisione". Ma non sono solo le donne ad indignarsi. Anche gli uomini vogliono "farsi belli" e non tutti amano il calcio: "Sessismo e disparità di genere: il flop di Huggies", twitta @AntonioSerioni. Insomma, uno scandalo.

Ma non la pensano tutti allo stesso modo. Secondo alcune donne, infatti, quella del sessismo sta diventando un'ossessione. "Gente INDIGNATA, addirittura OLTRAGGIATA lancia petizioni contro spot #huggies giudicato "sessista"... ma curatevi! che palle che siete oh" ha twittato senza troppi peli sulla lingua @maradrift. E c'è anche chi pensa che la petizione sia esagerata: "Che ne penso? Che chiunque firma questa petizione si dovrebbe far vedere da uno bravo, ma che dico, un luminare... ", ha commentato @aledifra. Tra le due posizioni estreme, tuttavia, potrebbe esserci un giusto mezzo, un'argomentazione molto più interessante, al di là degli isterismi femministi. Secondo l'esperto di comunicazione Bruno Ballardini, ad esempio, il discorso è molto semplice: "Si tratta di prodotti di largo consumo, cioè popolari, e quindi, come vuole la regola, occorre adeguarsi alla media “culturale” del popolo - ha scritto sul Fatto Quotidiano -. [...] La scivolata sui luoghi comuni è inevitabile". Soprattutto se una marca vuole vendere i propri prodotti. Dei problemi sociologici, politici e culturali, insomma, Huggies "se ne fotte - ha continuato Ballardini - "[...] si tratta soltanto di un modo per illustrare e introdurre alla fine la differenza tecnica fra i due modelli". Eh sì, chissà, magari c'era chi pensava che fosse una Pubblicità Progresso.

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