Nuzzi e Fittipaldi: Per avere considerazione ci faremo chiamare "I due Giornarò"

Il Corriere della Resa
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IL CORRIERE DELLA RESA – Nuzzi e Fittipaldi hanno scelto una mossa a sorpresa per ottenere finalmente considerazione dallo Stato Italiano: da oggi si faranno chiamare “I due Giornarò”.

Come tutti sappiamo, ogni stato ha la sua legge. Per questa ragione può capitare che ciò che in uno stato è considerato reato, non lo sia nello stato confinante, ma ovviamente visto che ogni entità territoriale ha la sua giurisdizione, non è possibile, per una nazione che ritiene illegale una determinata condotta, processare i cittadini dello stato confinante che la mettono in pratica. Altra cosa ovvia è che se invece questo tipo di operazione la fa il Vaticano, non c'è nessun problema ed il Governo Italiano non ha nulla da dire. Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi sono due giornalisti che hanno pubblicato recentemente due libri (Via Crucis ed Avarizia) nei quali sono rivelati scandali ecclesiastici inconfessabili, tra cui ricordiamo la ristrutturazione dell'attico di Bertone ed il progetto di riaprire il tribunale dell'inquisizione aggiornando il campionario delle torture con afflizioni più moderne, ad esempio obbligando gli eretici a leggere lo statuto di Nuovo Centro Destra. Integralmente.

Serpeggia l'indignazione contro il Vaticano che processa la libera stampa italiana

Oggi è un giorno importante per il Vaticano, che riafferma finalmente il suo potere temporale e ricorda a tutti il suo essere una monarchia assoluta, processando due cittadini italiani, Nuzzi e Fittipaldi, per un reato davvero terribile: fare i giornalisti. La ferma condanna del Governo Renzi non si è fatta attendere e si è manifestata attraverso lo stanziamento di 200 milioni di euro per il Giubileo (“Avremmo capito anche una rappresaglia più forte, tipo da 400 milioni” hanno dichiarato fonti ecclesiastiche riservate al Corriere della Resa). In un quadro complessivo in cui l'Italia non prende posizione in difesa dei nostri concittadini finiti nel mirino della giustizia vaticana per un'inchiesta giornalistica, ecco che le due vittime hanno intrapreso autonomamente una clamorosa iniziativa per veder tutelati i loro diritti ed ottenere maggiore attenzione dalle istituzioni: cambiare nome in “I due Giornarò”.

La scelta dei due giornalisti dà i primi frutti

Come potete notare dal tweet in alto, i risultati dell'intelligente intuizione si stanno facendo già vedere, anche se consigliamo ai due protagonisti della storia di non arrivare, se possibile, fino al punto di accettare l'organizzazione di una mostra al Pirellone con Umberto Smaila nei panni di Giordano Bruno.

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