NoiCiMettiamoLaFaccia, esperimenti sociali e molto di più: Intervista a Marco e Nicola

NoiCiMettiamoLaFaccia: Marco e Nicola
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NoiCiMettiamoLaFaccia è il nome di due YouTubers, Marco e Nicola, che si dilettano nella realizzazione di video divertenti ma anche impegnati, perché in Italia "sono pochi quelli che ci mettono la faccia". Leggi l'intervista esclusiva su meltyBuzz.it!

Nicola Bremer e Marco S. Gili sono due YouTuber di 25 e 26 anni che hanno alle spalle già tanta esperienza. Nicola, papà tedesco e mamma svizzera, è cresciuto in Umbria, vive a Torino, ma sta per trasferirsi in Svezia. Marco, di Torino, è italo-polacco e parla sei lingue. Entrambi appassionati di Web e tecnologia, l'uno ha un background in studi di recitazione (DAMS), l'altro lavora come consulente informatico. Nel tempo libero, realizzano video su YouTube, e da quando hanno aperto il loro canale NoiCiMettiamoLaFaccia (estate 2014), hanno già fatto furore e si sono fatti conoscere per la loro comicità (vedi esperimento sociale con il cartello "Baciami sono disperato), ma anche per l'impegno nel creare situazioni che mettono alla prova e fanno riflettere più profondamente. Ecco l'intervista, in cui ci hanno raccontato la loro storia, quello che pensano del mondo di YouTube e i progetti futuri.

Come vi siete conosciuti? Come è nata l'idea di iniziare a realizzare video di questo tipo e aprire un canale YouTube?

Nicola: Ho conosciuto Marco appena arrivato a Torino, cinque anni fa, durante uno stage presso il Festival teatrale "Prospettiva09" del Teatro Stabile di Torino. La sera, dopo gli spettacoli, eravamo noi a organizzare le feste. E non abbiamo mai smesso di essere quelli che fanno casino. Così, ispirandoci a famosi prankster americani che amiamo seguire su youtube, abbiamo deciso di mettere in pratica le nostre idee, per un nostro canale youtube. Marco: Circa cinque anni fa, ci siamo conosciuti in ambito di progetti para–universitari legati al teatro a Torino. Noi due, in questi anni ad ogni ritrovo, in particolare nel gruppo di amici ma anche in mezzo a sconosciuti, abbiamo sempre creato scompiglio (sano) e fatto un sacco di baldoria. Mah... l’idea del canale è iper–recente, nata per scherzo quest’estate…ispirati da alcuni video visti sul Web, abbiamo pensato di provare a metterci la faccia, abbiamo girato il primo video "#batti5 Torino" e abbiamo visto che ci piaceva e che avevamo i mezzi tecnici e l’indole per farlo! Abbiamo subito cominciato a girare vari video, senza prenderci troppo sul serio, ma con le idee ben precise e confrontandoci molto, ora con un relativo successo nel giro di tre mesi dalla nascita del canale, siamo sempre più motivati a farlo, migliorare e divertirci.

Perché avete scelto NoiCiMettiamoLaFaccia come nome per il vostro duo? Secondo voi c'è qualcuno che non lo fa?

Nicola: Noi ci mettiamo la faccia perché andiamo a fare cose che la maggior parte della gente non ha il coraggio di fare. In questo momento in Italia metterci la faccia non va molto di moda e potrei elencare infiniti esempi, soprattutto tratti dal mondo della politica: ma non è questo il senso del nome che abbiamo scelto. NoiCiMettiamoLaFaccia: non c'è descrizione migliore per il contenuto dei video che potete trovare sul nostro canale, tutto qua. Marco: Secondo noi il ‘metterci la faccia’ riassume un po’ la definizione del prank/candid... della pazzia che ci vuole per mettere in atto alcuni tipi di atteggiamenti. Ovvio che c’è chi non lo fa, molta gente (secondo me) si nega tutta la sfera ilare e auto–ironica sulla quale noi giochiamo. Ciò che noi facciamo non è contro la morale, nemmeno una provocazione gratuita, è a modo nostro uno stimolo per risvegliare le dinamiche di diversione e riflessione nelle persone che coinvolgiamo.

Come mai la scelta di realizzare esperimenti sociali nei vostri video?

Nicola: L'idea iniziale era quella di realizzare esperimenti sociali perché è questo il genere di video che ci diverte di più guardare su YouTube (video americani). Il nostro canale, però, si occupa anche di altri contenuti. Marco: Esperimento sociale secondo me non va esasperato come termine, non bisogna cercare chissà che significato...io credo che sia più un modo "aggiornato" per riferirsi a questi scherzi in pubblico con (o senza) telecamera nascosta. La parte di sperimentazione e la parte "sociale" si riferiscono agli elementi che li compongono: habitat–gente–azione–reazione.

Qual è la differenza tra i vostri esperimenti e quelli di altri YouTubers che realizzano lo stesso tipo di candid?

Nicola: Innanzitutto siamo diversi noi, Marco e io. Personalmente credo che la nostra concorrenza italiana imiti abbastanza letteralmente quello che YouTubers americani fanno già da anni, sfruttando il fatto che la maggior parte degli italiani quei video non li guarda perché sono in inglese. Il nostro è e soprattutto sarà un discorso molto più personale, siamo solo all'inizio, siamo nati appena tre mesi fa, quindi rimanete assolutamente sintonizzati e continuate a seguirci! Marco: Noi fin dall’inizio abbiamo cercato di dare spazio alla nostra personalità che, assieme al fatto che i nostri video siano realizzati a ‘modo NCMLF’, crediamo rendano i video diversi. Ci stiamo evolvendo e cerchiamo di sperimentare molte altre strade, nei video o in direzioni collaterali ai video.

NoiCiMettiamoLaFaccia, esperimenti sociali e molto di più: Intervista a Marco e Nicola

Qual è il messaggio che volete comunicare con i vostri video?

Nicola: Io sono stanco della tendenza di cercare sempre qualcosa dietro all'oggetto in questione. I nostri video sono i nostri video e basta, perché deve esserci per forza qualcosa dietro? Come se, senza una dietrologia, le cose si banalizzassero. Non è affatto vero, anzi! I nostri video sono il messaggio, non c'è un altro messaggio che abbiamo cercato di nascondere dentro i nostri video. Non c'è nessuna semiotica nei nostri video. Marco: Io credo che alla base ci sia il ridere e far ridere, ma allo stesso tempo per "occhi più critici" anche uno spunto per delle riflessioni.

Cosa pensate del mondo di YouTube?

Nicola: Il mondo di YouTube è un'apparente democrazia perché ognuno può esprimere quello che vuole, ma solo alcuni video girano davvero, cioè quelli spinti da fanpages, blog, giornali online, ecc che già contano su molti iscritti. Non esiste più il video che diventa virale per sbaglio. Marco: Credo molto nei mezzi a disposizione della nostra generazione e delle generazioni contemporanee, YouTube ne è un ottimo esempio. L’immediatezza del mezzo "video" e la rapidità della diffusione, combinate con l’impatto sociale che un video può avere, sono veicoli che una volta non esistevano ed aprono infinite possibilità.

Uno YouTuber che stimate? Uno che invece proprio non sopportate?

Nicola: Stuart Edge è sicuramente uno di quelli che preferisco, mentre non mi piace parlare pubblicamente male del lavoro di altri. Marco: Io stimo molto dei grandi YouTubers americani es. VitalyzdTv, Jack Vale, Stuart Edge, Atwood e molti altri perché hanno aperto la strada in quest’ambito e c’è sicuramente molto da imparare. Di questi YouTubers però non sopporto alcune dinamiche con le quali lavorano, atteggiamenti o idee che non condivido (ormai l’occhio critico non mi lascia più in pace). Ad esempio (in risposta ad alcuni che sostengono #NCMLF sia una copia di altri canali italiani) rispondo che non osservo né mi confronto con gli YouTubers italiani che fanno video sul genere, perché non sono attirato dal loro modo di fare e soprattutto sono ben cosciente di ciò che sono i nostri piani e le nostre dinamiche.

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Progetti futuri nel mondo di YouTube?

Nicola: Abbiamo recentemente lavorato per il Club of Rome che ci ha invitati in Svizzera, a Winterthur, per realizzare esperimenti sociali in occasione del 750esimo anniversario della città. I video verranno pubblicati il prossimo anno! Marco: Il futuro è il presente, non c’è tempo, è molto veloce – in continua evoluzione e le prossime idee si fondono, confondono, cancellano, aggiornano…L’unica sicurezza è metterci la faccia e non avere limiti.

Un saluto ai fan?

Ringraziamo tanto a nome mio e di Nicola chi ci segue e crede in noi, ringrazio voi per l’intervista e ringrazio in maniera speciale tutte le persone che hanno riso con noi per strada durante i nostri "esperimenti" perché senza di loro, niente sarebbe lo stesso.

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Crediti: archivio