No Ai Matrimoni Gay: La non-intervista alla pagina FB

No Ai Matrimoni Gay
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Questa settimana per la rubrica "3 domande a" abbiamo provato a intervistare la pagina Facebook “No Ai Matrimoni Gay”. Scopri cos'è successo.

Questa settimana la nostra consueta rubrica 3 domande a si discosta dalle precedenti. Chi ha avuto modo di seguirla in altre occasioni noterà due differenze sostanziali: la prima è che per una volta volevamo approfondire una tematica più seria (nel caso particolare il DDL Cirinnà di cui tanto si discute in questi giorni); la seconda è che alle nostre domande non hanno seguito delle risposte. Il dubbio sorge spontaneo: qual è il senso di pubblicare un’intervista senza risposte? Cercheremo di spiegarvi il più chiaramente possibile cos’è successo, sperando che voi possiate condividere il motivo di questa scelta. Come detto, avendo notato come il dibattito sulle Unioni Civili si fosse spostato in maniera molto decisa sui social network, avevamo pensato di porre diversi quesiti a qualche pagina Facebook coinvolta in questa “battaglia” (termine che non ci piace ma che spiega efficacemente il perché di certi toni usati).

Essendo personalmente favorevole a questo Disegno di Legge, ho voluto dare spazio ad un punto di vista che fosse diametralmente opposto al mio. Penso che la curiosità per le opinioni altrui sia doverosa in questo mestiere, soprattutto cercando di affrontarle in maniera laica e aperta. Ebbene con questo spirito ho scritto ad alcune community-page che raccoglievano questo genere di istanze, tra cui la pagina dal nome eloquente “No ai matrimoni gay”. Purtroppo però la mia richiesta non è stata ben accolta dagli amministratori che, invece di intavolare un dialogo, hanno reagito con memes ingiustificatamente ostili. Di seguito troverete quindi la non-intervista. Per dovere di cronaca, devo ammettere che alla fine non sono più riuscito a mantenere il professionale distacco di cui parlavo prima ma, come si dice tecnicamente, ho "sbottato" (per questa mia reazione aggressiva chiedo scusa).

Ciao, sono Riccardo di meltyBuzz.it, testata che si occupa di attualità web e fenomeni virali. Vorremmo proporvi un'intervista per parlare del DDL Cirinnà e di come viene trattato sui social. Sareste disponibili? Mi spiegate perché dovete rispondere in questo modo, visto che io volevo solo porvi alcune domande per far conoscere anche la vostra opinione? A questo punto, come dicevo prima, ho perso ogni dignità professionale e ho risposto in maniera violenta e spropositata (comportamento di cui mi scuso ancora). E loro hanno replicato quindi in questa maniera:
Crediti: web