Nichi Vendola e Massimo D'Alema: Il "gossip" di Repubblica sui Rottamati

Massimo, Matteo e Nichi
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Ieri Massimo D’Alema e il presunto endorsement a Virginia Raggi, oggi Nichi Vendola “esiliato” in Canada con il figlio Tobia. Quelli di Repubblica sono veri scoop o è mezzo gossip?

Silvio Berlusconi, appena operato al cuore presso l'ospedale San Raffaele, lo definiva “Il super-partito”, edito dalla “Tessera n.1 del Partito Democratico”. Eh sì, perché della famiglia De Benedetti Silvio è stato acerrimo rivale - in affari e nelle aule di tribunale - per decenni, con il giornale “La Repubblica” considerato dal Cavaliere il braccio armato avversario sia nei media che in politica. Oggi, con Berlusconi sul viale del tramonto, è Matteo Renzi il nuovo Pifferaio di Palazzo Chigi che seduce e obnubila la stampa; se Repubblica - allora diretta da Ezio Mauro - era un tempo il foglio “modello anglosassone” delle 10 domande sullo scandalo Noemi Letizia, oggi fa le veci di un House Organ che sostiene il sì al referendum costituzionale di ottobre sulle riforme del governo - per bocca del nuovo responsabile Mario Calabresi. Tenendo un atteggiamento "particolare" nei confronti degli avversari del premier, esterni ma anche interni.

Mercoledì 15 giugno “l’indiscreto” Goffredo De Marchis pubblicava un retroscena sul Massimo D’Alema-pensiero, “Pronto a votare anche Lucifero pur di cacciare Renzi”. Il riferimento era alle elezioni comunali di Roma, per le quali Baffino sarebbe stato pronto ad appoggiare la candidata M5S Virginia Raggi al ballottaggio, piuttosto che il fedelissimo renziano Roberto Giachetti. “Sarebbe” perché D’Alema si è poi affrettato a smentire un simile endorsement: “Si tratta di una vera e propria montatura contro di me frutto del fatto che stanno cercando un capro espiatorio perché temono, domenica, risultati molto deludenti rispetto alle attese (...) Non ho mai detto la parola Lucifero, perché è un termine che non appartiene al mio vocabolario: casomai, avrei detto Belzebù. Ma il punto è che le battute non sono dichiarazioni politiche: se avessi voluto fare una dichiarazione politica avrei saputo farla".

Se D’Alema resta pur sempre un “esule in Patria Democratica” (PD), c’è un altro autorevole esponente della Sinistra che in esilio è andato davvero. Si tratta dell'ex capo di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola, volato in Canada con il compagno Ed e il figlio Tobia Antonio, nato da madre surrogata (e oggetto di feroci polemiche), perché “In questo modo Tobia è più tutelato (...) Ed è canadese e italiano e dunque gli assicura altri due passaporti”. Le Confessions Intimes di Vendola sono state raccolte a Montréal, sempre dalla firma “Repubblicana” di Francesco Merlo, pubblicate giovedì 16 giugno in prima pagina con tanto di foto-ritratto di famiglia.

Insomma, quelli di Repubblica sono veri scoop giornalistici o piuttosto un “Bestiario” di vittime del bracconiere Matteo? Uno, il Baffo più celebre della Seconda Repubblica, vecchio leone del PCI-PDS-DS, viene ritratto come leader azzoppato e disposto a votare “‘ndo cojo cojo”; l’altro, mansueta pecorella del pacifismo - passato dall’utopia No Global alla pragmatica Globetrotter dell’utero in affitto - costretto alla fuga e immortalato come solo “Chi” saprebbe fare. Il mezzo gossip sui "Perdenti del Renzismo" mette surrettiziamente in vetrina la frustrazione degli uni e la "pace interiore" (o rassegnazione) degli altri. Entrambi, rotta(do)mati da Renzi, retrocessi a fenomeni da baraccone nel Circo Italia, destinati a finire in pasto ai conversatori da tastiera. Quanta nostalgia dei Nani&Ballerine di Silvio.

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