Mo te lo spiego: l'informazione a colpi di video (intervista esclusiva ai creatori)

Mo te lo spiego
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L'elezione di Papa Francesco e quella di Napolitano, la spiegazione di come è fatto (realmente) il Governo italiano. Tutto sottoforma dei divertenti video virali di Racoon Studio: "Vogliamo fare informazione con un sorriso". Leggi l'intervista su meltybuzz.it.

Pietro Polentes, Riccardo Galimberti e Stefano Goitre: sono i tre creativi di Racoon Studio, un'agenzia che si occupa di progettare strategie grafiche e pubblicitarie e che da circa un anno (dall'elezione di Papa Francesco) si dedica a un nuovo progetto. Si chiama "Mo te lo spiego" ed è un format Youtube divertente e scanzonato che parla di attualità, e la spiega con un sorriso. L'intervista telefonica ai tre ideatori inizia in vivavoce: "Dobbiamo essere partecipi tutti e tre, altrimenti potrei dire qualcosa di azzardato", scherza Pietro, il fondatore, insieme a Riccardo, di Racoon Studio.

Mo te lo spiego: l'informazione a colpi di video (intervista esclusiva ai creatori)

Ciao a tutti e tre, allora! Come è nata la vostra passione per la grafica, i video e l'idea di creare una società vostra? Io e Riccardo ci conosciamo da tanti anni, abbiamo studiato insieme allo IED e così, terminati gli studi, abbiamo deciso di aprire un'agenzia di comunicazione tutta nostra. Racoon Studio, appunto. Quando abbiamo avuto più risorse e la possibilità di espanderci, abbiamo preso con noi Stefano. E poi, abbiamo anche molti collaboratori esterni. Ci piace sviluppare idee e vedere che i nostri progetti sono apprezzati dai clienti.

Però "Mo te lo spiego" è un progetto tutto vostro. Come mai avete deciso di lanciarvi in questa esperienza? Tutto è nato dalla voglia di lavorare, per una volta, in modo completamente indipendente. Nessun cliente, nessuna indicazione, nessuna richiesta. "Mo te lo spiego" è un format nostro.

"Zollette di sapere nel tempo di un caffè" è lo slogan del canale Youtube. Come è nata l'idea e come la descrivereste? L'idea ci venne in occasione dell'elezione del Papa, il 13 marzo dell'anno scorso. Creammo il video in diretta, e la mattina dopo lo pubblicammo su Youtube. Fu un lavoraccio, ma il risultato è stato eccezionale. Poi ne abbiamo creato un altro per l'elezione del Presidente della Repubblica, uno che spiegasse come è composto il Governo italiano... Insomma, parliamo di attualità, ma vogliamo anche divertire la gente. Guardare per credere!

Mo te lo spiego: Il Governo italiano

Quindi il vostro scopo principale è quello di divertire? Quello principale, sì. Ci divertiamo noi stessi a creare i video. Poi, ovviamente, se un video diventa virale è un vantaggio per la nostra agenzia. Noi vogliamo spiegare con semplicità quello che sappiamo. Ad esempio, il video sul Governo non è di attualità: eppure ha raggiunto le 9 mila visualizzazioni, perché spiega a chiare lettere come è formato e come funzionano gli organi di governo. Cosa che, se letta su un libro, è molto più noiosa. Informazione sì, ma fatta in modo che le persone siano invogliate ad avvicinarsi.

A proposito di informazione, cosa pensate di quella italiana? A questa domanda rispondo io! (Riccardo, ndr) L'informazione italiana è spesso strumentalizzata e fatta male. In Rete, poi, si può trovare tutto e il contrario di tutto, si crea confusione e non si sa più a cosa credere. Noi abbiamo cercato di creare un format che fosse pulito, chiaro, lineare. Senza esagerazioni e soprattutto non volgare. Non serve scadere nella volgarità solo per fare visite o generare qualcosa di virale, e i nostri video lo dimostrano.

Ultimamente si accesa la polemica che vede da una parte alcuni creativi italiani, dall'altra le società che non pagano o pagano poco per un lavoro definito "creativo". Voi cosa ne pensate? Io personalmente (Riccardo, ndr) penso che in italia ci siano troppi cosiddetti creativi che nella vita dovrebbero fare altro, per esempio i panettieri (senza nulla togliere ai panettieri). Stando nell'ambiente, si vede tanta mediocrità in giro. Con gli strumenti tecnologici che ci sono ora, quasi tutti possono millantare di essere "creativi", e a volte un cliente preferisce pagare meno un lavoro, anche se fatto con superficialità. Per quanto ci riguarda però, crediamo che alla fine la qualità venga premiata.

Crediti: Youtube, facebook