Milo Moirè: Il video dell'artista che si faceva "toccare" in pubblico!

L'artista Milo Moiré
Ecrit par

Online le immagini della performance che ha portato all'arresto dell'artista a Londra. Video censurato, comunque niente di scabroso o spinto: in vendita la versione integrale.

Il nome di Milo Moiré è rimbalzato sulle cronache di tutto il Mondo qualche giorno fa, quando è stata arrestata durante una performance a Londra. Il motivo del fermo? Atti osceni in luogo pubblico, perché l'artista si faceva letteralmente toccare le parti intime nel bel mezzo di una strada. Nulla di scabroso, tuttavia. Perché come dimostrano dalle immagini riprese e messe online qualche giorno fa, tutto è coperto da un parallelepipedo fatto di specchi, la famosa "Mirror Box" che dà anche il titolo alla performance. Tutto è nascosto alla vista dei passanti, anche a quella dello stesso partner di turno: abbassare lo sguardo significa infatti incontrare i propri occhi, osservare la propria espressione di fronte a un atto sessuale che, seppur nascosto, è comunque in corso. La pornografia della performance è celata agli occhi di tutti, rimane all'interno della scatola, ma c'è: all'interno della Mirror Box è infatti posta una telecamera che riprende l'incontro fra le mani e la vagina (o i seni) dell'artista. Immagini inserite (e censurate) nella video diffuso.

Milo Moirè: Il video dell'artista che si faceva "toccare" in pubblico!

Il video mostra due diverse performance: una a Dusseldorf, dove l'artista offre il suo seno ai passanti; e un'altra, quella che l'ha fatta salire alla ribalta delle cronache, a Londra. Milo Moirè, nel corso del video, afferma di voler parlare di diritti delle donne e uguaglianza sessuale: "Abbiamo il diritto di decidere quando essere toccate e quando no. - annuncia al megafono nel corso della performance di Londra - Oggi avete la possibilità di mettere una mano nella scatola per 30 secondi". Sullo sfondo alcuni bambini giocano con delle bolle di sapone. I passanti si fermano, guardano, sorridono imbarazzati. Qualcuno allunga la mano sotto lo sguardo dell'artista, che tiene il tempo con un cronometro. Immagini che si ripetono, alla fine diventa quasi monotono. La performance rimane comunque interessante, almeno fino a quando non ci si sofferma a leggere la descrizione del video su Youtube: all'interno è infatti presente un link per acquistare, a 7,99 euro, il video non censurato. Qui il confine fra arte, erotismo e tutela dei diritti delle donne crolla: arte e pornografia si mescolano, il femminismo cede il passo alla monetizzazione di contenuti. Viene da chiedersi quanto si possano tutelare i diritti delle donne equiparando una performance artistica alla condizione di schiavitù in cui sono costrette milioni di donne in tutto il Mondo. Certo, in questo caso si tratta di una libera scelta dell'artista. Ma quanto ha influito il desiderio di fare soldi facili con l'utilizzo del proprio corpo? Possiamo ancora parlare di libertà? E ancora: perché nascondere un'attività lucrativa dietro il condivisibile paravento della tutela delle donne? Ma soprattutto: che cosa ne penserà Andrea Diprè?

Crediti: Youtube, Web