Michele Serra: L'Amaca contro Gasparri diventa un clamoroso boomerang

Michele Serra sotto accusa per la sua scarsa conoscenza dei nuovi media
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Michele Serra ha dedicato la sua ultima “Amaca” a Maurizio Gasparri, reo di aver commesso un erroraccio grammaticale su Twitter. Ecco perché il pezzo dell’editorialista di Repubblica sta infiammando i social.

La guerra tra Michele Serra e la tecnologia è una delle poche cose certe di questo mondo. Tutto cominciò con la sua invettiva nei confronti di Twitter, un social media che – a suo parere – condanna il pensiero alla superficialità e alla sterile polarizzazione verso gli "estremismi". Consci del suo punto di vista, quando noi di meltyBuzz abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo di persona, qui a Parigi, abbiamo cercato una riconciliazione tra lui e Twitter, ma ci siamo accorti che il caso era davvero senza speranza. In queste ore è andato in scena l'ennesimo atto di questa guerra senza fine. L’editorialista di Repubblica, infatti, ha dedicato la sua “Amaca” a Maurizio Gasparri, inchiodato dal web per un erroraccio grammaticale su Twitter – l’ormai celeberrimo "chiesimo" – per poi discolparsi gettando la responsabilità sullo staff di persone che twitta al suo posto. L’ironia di Michele Serra sulla questione – sul tono: “chi l’avrebbe detto che dietro un account così becero ci fosse persino uno staff” -, che di certo è pertinente, lascia tuttavia intravedere una distanza pericolosa e a tratti inaccettabile tra il giornalista e il mondo tecnologico e digitale in cui siamo immersi.

Michele Serra: L'Amaca contro Gasparri diventa un clamoroso boomerang

Se ne è accorto anche il sito del mensile Wired, che, nel giudicare alquanto improbabile che un editorialista del calibro di Michele Serra possa essere così distante da ciò che è una fetta sempre più consistente della nostra vita, ripercorre i punti salienti di questa guerra tra Serra e la modernità tecnologica, invitandolo gentilmente a "scendere dall'amaca". La già citata “Amaca” del 2012 – con il famoso “Twitter mi fa schifo” -; poi il libro “Gli sdraiati”, in cui critica le abitudini iper-tecnologiche del figlio; fino all’ultimo romanzo “Ognuno potrebbe”, in cui descrive "la generazione dei trentenni paralizzata e schiava degli smartphone”. Ironia della sorte, la sua Amaca deve gran parte del suo successo alla viralità sui social e oggi il nome di Michele Serra è in trend topic su Twitter da ore. Purtroppo non è una bella notizia per lui, visto che si tratta di una pioggia di critiche. “Michele Serra emblema dell'intellettuale "attuale": zero idea di come giri il mondo, ergo non può leggerlo, ergo è buono per legger veline”, ha scritto @Casti_F. E no, non sono in pochi a pensarla come lui. Voi invece? Che opinione avete sull’argomento? Venite a dirci la vostra twittando al nostro account ufficiale @meltybuzz_it.

Crediti: meltybuzz.it, web