Matteo Salvini "immigrato" in USA: La lista di Ellis Island Foundation

La famiglia migrante di Salvini
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Il migrantometro sbarca sul web e con lui scopriamo che anche tanti "Salvini" sono sbarcati in un Paese straniero. meltyBuzz ve lo dimostra!

Attenzione leghisti e razzisti di ogni angolo dell’Italia: potreste scoprire di fare anche voi parte della grande famiglia di emigranti della storia! Dopo la chiusura delle frontiere in Francia e dopo il grande raduno leghista di Pontida, con le sue ruspe e le sue magliette “più rum meno rom”, dopoil decalogo del perfetto leghista e le gaffes grammaticali di Salvini su Rai 2 e su Twitter assolutamente perdonate dai suoi fedelissimi, è arrivato uno strumento che potrebbe zittire almeno per un attimo tutti coloro che si proclamano italiani doc, leghisti perfetti, cittadini senza un passato da emigrati. Immaginate che sia possibile andare a scartabellare tra i documenti per cercare tutti i cognomi delle persone che sono emigrate dal proprio Paese per sbarcare all'estero in cerca di fortuna. Immaginate che tra questi cognomi ci sia quello di Matteo Salvini. Bene, ora aprite gli occhi.

Sul sito internet della Ellis Island Foundation, che raccoglie appunto le informazioni relative alle 12 milioni di persone sbarcate sull’isola tra il 1892 e il 1954, è infatti possibile, digitando semplicemente il nostro cognome, scoprire quanti membri della nostra famiglia hanno lasciato la cara Italia per cercare la fortuna altrove. Tra i risultati troverete solamente il nome di coloro i quali sono giunti a destinazione, perchè non va dimenticato che i viaggi della speranza non sono mai stati facili, tra navi affondate, contagi di malattie e morti causate dall’asfissia. Sembra di rivedere certe scene... Prima di far sbarcare quindi Matteo Salvini sulla luna (o lasciarlo un pò vagare nello spazio al posto della Cristoforetti come sperato da molti utenti Facebook), andiamo a spiare nel suo passato e scopriamo che ben 251 persone che portano il suo stesso cognome sono stati obbligati a lasciare l’amata patria per sbarcare altrove. Spegniamo il motore della ruspa?

Crediti: Ellis Island Foundation, Archivio Web, archivio web