Matteo Salvini e la legittima difesa: Scherzare col fuoco è pericoloso

Salvini e la legittima difesa
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La campagna di Matteo Salvini contro i limiti della legittima difesa è una delle idee più folli propagatesi in politica negli ultimi anni. Quando cavalcare la paura diventa troppo pericoloso.

Matteo Salvini sta facendo di tutto per cavalcare la paura degli italiani a fini elettorali. Non ho alcuna intenzione di dare giudizi su questa strategia, perché ogni partito politico è ovviamente libero di scegliere il programma elettorale ed ogni leader ha la possibilità di condurre la campagna elettorale nel modo che gli è più affine. Se però la battaglia contro l'euro, la battaglia contro i clandestini, l'abolizione della Legge Fornero e le altre classiche operazioni mediatiche della Lega Nord rientrano nell'alveo normale del dibattito politico, la nuova proposta per la modifica della legislazione sulla legittima difesa, annunciata su Facebook, ci porta in un terreno decisamente pericoloso. In seguito al caso del benzinaio Stacchio che ha ucciso un rapinatore di una gioielleria accanto al distributore in cui lavora, Salvini ha pensato bene di aprire questo nuovo fronte: bisogna riformare la legge sulla legittima difesa! “Basta limiti nella legittima difesa, se entri a casa mia in piedi puoi uscirne steso”, ha dichiarato al festante pubblico della manifestazione tenutasi a Roma sabato scorso.

"Se entri a casa mia in piedi, ne esci steso! " - Il rassicurante discorso di Salvini
Matteo Salvini e la legittima difesa: Scherzare col fuoco è pericoloso

Graziano Stacchio è diventato un eroe per molti e non ha rivendicato affatto il suo gesto, mostrando un certo tormento interiore proprio di una persona sensibile che capisce che, pur nella particolarità del caso, ha pur sempre ucciso un uomo. Le due dichiarazioni “ho sparato per difendermi, non avrei mai sparato per uccidere” (tutta un'altra cosa rispetto al: "da casa mia esci steso" di salviniana memoria) e “quando vado a letto devo prendere delle gocce di tranquillante” mostrano tutto il suo momento difficile. Ci sembra, inoltre, che Stacchio non abbia in grande simpatia il fiondarsi di Salvini accanto a lui a fini elettorali. Il benzinaio ha dichiarato addirittura di aver ricevuto una proposta, da parte di un partito di cui non vuole fare il nome, per una candidatura alle imminenti regionali, ma di averla declinata perché “non ho alcun indirizzo politico, non sono né di destra né di sinistra. Molti anni fa ho militato nella Democrazia cristiana e ne sono uscito con le ossa rotte”.

Salvini è corso da Stacchio, che non sembrava lo aspettasse con gioia
Matteo Salvini e la legittima difesa: Scherzare col fuoco è pericoloso

Veniamo ai dati: abbiamo davvero bisogno di togliere i limiti alla legittima difesa? È giusto, ad esempio, sparare ad un ladro che entra in casa disarmato? Non ci sono dati statistici che giustifichino questa modifica, anzi: l'attuale impostazione data dallo Stato italiano all'uso delle armi e della forza (poche armi in circolazione, legittima difesa regolata come lo è stata fino ad oggi) funziona benissimo. Senza voler smontare il giochetto di Salvini, l'Italia, come mostrato nella graduatoria mondiale delle morti violente, è quasi un'isola felice, negli ultimi 20 posti della classifica (su 218 entità territoriali prese in considerazione) con 0,9 morti per omicidio ogni anno (ogni 100mila abitanti), in linea con le performance degli altri Paesi europei (Francia e Regno Unito 1,0; Olanda ed Austria 0,9 come l'Italia; Germania e Spagna 0,8). Il dato è 5 volte migliore rispetto agli USA (4,7), luogo in cui il cittadino-sceriffo che si fa giustizia da sé, come vorrebbe Salvini, è molto più diffuso. Se poi pensiamo che l'Italia, rispetto agli altri Paesi presi in considerazione, subisce una presenza ben più massiccia della criminalità organizzata, possiamo immaginare che gli omicidi derivanti da criminalità comune siano ancora inferiori rispetto a quelli delle altre nazioni europee.

Momenti della manifestazione di Salvini a Roma
Matteo Salvini e la legittima difesa: Scherzare col fuoco è pericoloso

Per le ragioni sopra elencate non si vede il motivo per cui si debba passare dall'attuale modello di gestione della sicurezza al cittadino-sceriffo che si fa giustizia da solo, figura che provocherebbe certamente un aumento dei crimini violenti ed un allarme sociale ancora più forte. Ovviamente nessuno nega le difficoltà nel mantenere l'ordine pubblico e lo Stato può e deve fare molto di più, sul territorio, per far sentire sicuri i cittadini. Se si pensa che Salvini è un politico (che tra l'altro governa il Veneto da anni col suo partito), ci aspettiamo da lui soluzioni migliorative, una maggiore presenza dello Stato, una maggiore certezza della pena. Non è un cittadino che può lamentarsi, aspira a governare ed in quelle regioni che soffrono questa “emergenza sicurezza” lo fa da anni. Faccia lavorare bene le istituzioni, invece di annunciare su Facebook proposte di legge per incentivare l'utilizzo delle armi da parte dei cittadini. La prossima proposta sarà la pena di morte? La sua alleata Le Pen è già d'accordo.

Crediti: web , Huffington Post