Mario Adinolfi, Virginia Raggi, CasaPound: 5 curiosità sulle elezioni romane

Mario Adinolfi candidato a Roma
Ecrit par

IL CORRIERE DELLA RESA – Le elezioni romane stanno donando davvero tante soddisfazioni agli autori satirici. Ecco 5 curiosità che forse non immaginavate sulla tornata elettorale.

Le elezioni romane sono state sviscerate in ogni particolare, da quelli più seri a quelli più faceti. Per questa ragione non è stato affatto facile presentarvi 5 curiosità inedite sulla tornata elettorale che potrebbe per la prima volta portare al Campidoglio una donna. Alla fine, dopo un lungo conciliabolo, abbiamo pensato che l'unico modo per dire qualcosa di nuovo sulle elezioni capitoline fosse quello di inventare. Ciò che è nella testa del Corriere della Resa, per forza di cose, non poteva essere già scritto da qualcun altro. Siete pronti per le 5 curiosità inedite sulle elezioni romane? No? Non fa nulla.

Un momento intenso della sfida per il Campidoglio

MARIO ADINOLFIMario Adinolfi ha preso lo 0,6% dei voti in un disperato tentativo di convincere gli indecisi con uno scatto d'orgoglio romano. 06, infatti, è il prefisso della capitale. Alcune fonti qualificate ci hanno raccontato che quando il leader del Popolo della Famiglia ha capito che, grazie all'aiuto di Dio, era riuscito ad ottenere esattamente il risultato sperato, ha preferito non leggere i risultati di Milano e Torino.

CASAPOUND – Restando nell'ambiente reazionario, passiamo a CasaPound. Analizzando il risultato di Simone Di Stefano (celebre per la sua volontà di invadere la Libia), abbiamo capito che anche il movimento di estrema destra ha provato a portare avanti la strategia di Adinolfi. Soltanto che, al posto dello 0,6%, le tartarughe hanno esagerato e sono arrivate all'1,14%. Segnale inequivocabile, visto che il 114 è il numero del Servizio Emergenza Infanzia. Ed anche io metterei in salvo i bambini con Casapound al potere.

VIRGINIA RAGGI – La candidata pentastellata ha abbracciato i suoi fan dopo l'esito favorevole del primo turno di votazioni ed ha comunicato che, ovviamente, anche lei restituirà parte del compenso da Sindaco. Per la precisione, la somma risparmiata verrà utilizzata per un corso di recitazione coi fiocchi, non come quello che le aveva consigliato Massimo Boldi.

Virginia Raggi ai tempi di Boris

ANGELO BAGNASCO – Una recente inchiesta del Financial Times ha reso noto che se Angelo Bagnasco avesse partecipato, insieme ai candidati all'incarico di Sindaco di Roma, ad un'ideale gara di fedeltà alle istanze del Vaticano, sarebbe giunto settimo.

ROBERTO GIACHETTI – Roberto Giachetti, nell'apprestarsi ad affrontare questo turno di ballottaggio da sfavorito, ha avuto una lunga telefonata con Matteo Renzi con la quale il leader democratico ha indicato al candidato romano l'unica via per spuntarla: corteggiare i voti della Meloni e di Salvini. Giachetti ha reagito in maniera piuttosto contrariata alla richiesta del Presidente del Consiglio, ma Renzi lo ha convinto con la seguente frase: “Poteva andare peggio, pensa se dovevamo convincere i votanti di Fassina”.

STEFANO FASSINA – Fassina ha dichiarato a Vanity Fair di essere abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto ed ha espresso la sua gioia per il termine della faticosa campagna elettorale. Il picco dello stress, per la precisione, sarebbe stato raggiunto due mercoledì fa, quando una donna che aveva fermato Fassina per strada dopo averlo rincorso si è poi giustificata così: "Mi scusi ma l'avevo scambiata per mio cugino".

Sì, le 5 curiosità in realtà erano 6.

Crediti: @HoppipollaFede su Twitter, Hufftington Post