Marco Foderaro: "Così regalo al Mondo la fine di Diprè" (VIDEO)

La locandina de "La fine di Diprè"
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Parla il regista del lungometraggio "La fine di Diprè", in uscita il 21 luglio su Youtube: l'amore per il trash, il rapporto con l'ex avvocato e critico d'arte, la vita sul set e qualche anticipazione sul nuovo film.

Marco Foderaro è un videomaker emergente di Reggio Emilia. Lavora come atelierista presso l'azienda USL della sua città, dove porta avanti un progetto cinematografico insieme ai pazienti del centro di salute mentale. Ed è colui che regalerà al Mondo la fine di Andrea Diprè. Marco Foderaro è il regista del lungometraggio "La fine di Diprè", ultimo capitolo della trilogia dipreista aperta con "Il Grande Nulla" e proseguita con "L'immondo - La Genesi". Il film uscirà su Youtube il 21 luglio. E nell'attesa, dopo la pubblicazione del trailer, meltyBuzz.it ha voluto parlare con lui del progetto, del suo amore per il trash e del rapporto con un personaggio, Andrea Diprè, che col trash si è fatto conoscere al grande pubblico.

Ciao Marco! Come hai conosciuto Andrea Diprè? L'ho conosciuto nel 2013, quando gli proposi di partecipare a una puntata del mio tg satirico, "TG Patria Libera". Ha accettato subito e abbiamo parlato per ore del trash e dei mostri di Youtube. Per me, che ho sempre fatto corti trash e grotteschi con i miei amici, era come se una rockstar fosse venuta gratuitamente a casa mia. Mi sono chiesto: perché non fare un corto anche con lui?

In questo film compaiono anche Miguel Serse e La Diva del Tubo: come li hai convinti a partecipare? Ho avuto la fortuna di conoscere una attrice che è grande amica di Serse: mi è sempre sembrato uno con buone capacità attoriali, pensavo da un po' di inserirlo in un mio copione. Ci siamo conosciuti e gli ho parlato della sceneggiatura: rimaneva spesso basito, ma si faceva anche delle grasse risate. Tutt'oggi dice che sono completamente fuori di testa! E La Diva... è stata un po' una sorpresa! Diprè ha detto che l'avrebbe portata volentieri, poi la cosa sembrava sfumata. Invece è arrivata all'ultimo minuto: ha scoperto sul momento quello che doveva fare nel film! All'inizio le sembrava troppo esagerato... "E' un'utopia", diceva. Ma dopo pochi minuti ha cambiato idea. E sono soddisfatto di come ha interpretato la sua scena. Ah, nel film doveva esserci anche un breve cameo di Richard Benson, che io considero l'apice e il nostro Signore indiscusso del Trash. All'inizio sembrava fatta, poi ha chiesto un compenso troppo alto ed è saltato tutto. Ma ho in cantiere da anni un documentario su di lui: "Io non sono mai morto".

Dopo due corti, un lungometraggio di due ore: perché? Ho partecipato di recente come attore ad un lungometraggio horror: ho deciso di fare qualcosa di più ambizioso.

I primi due capitoli sono una celebrazione del trash e del nonsense: qui invece, almeno a giudicare dal titolo, sembra che questa fase sia arrivata alla fine. E' davvero così? Questo film per me rappresenta la glorificazione del trash, ma anche la constatazione del suo declino... non si può negare che siamo lontani dai fasti del periodo d'oro, quando Diprè intervistava per la prima volta Giuseppe Simone e Lil Angel$ urlava il suo "YEEEEEEAAAAAAAH". Molti personaggi sono scomparsi, non fanno più video o non sono più seguiti. Io stesso l'anno scorso avevo deciso di discostarmi dal trash: volevo fare opere più elevate, parlare della natura, utilizzare toni più "normali". Col risultato che quei video non sono mai riuscito a finirli: erano opere forzate, non mi appartenevano al 100%. Quindi ho capito che passare dalla serie Z alla serie A è impossibile. Ne "La fine di Diprè" parlo sì della merda, ma anche di cose elevate e con toni diversi. Perché altissimo e bassissimo possono coesistere.

Anticipaci qualcosa: è davvero la fine per Andrea Diprè? In un certo senso, sì. Ma se guardate in giro ci sono parecchie uova...

Come si sono comportati gli attori sul set? Tutti disponibilissimi e armati per cazzeggiare. Anche se ci sono stati dei momenti particolari.

Tipo? C'è una scena verso la fine in cui Andrea telefona al suo passato. Non posso dirvi altro, ma Serse si è commosso mentre assisteva alle riprese: sul serio, aveva i luccicconi agli occhi! È stato un momento particolare per tutti, e il risultato è stato ben oltre le mie aspettative.

Cosa pensi in generale del trash su Internet? Il trash di Youtube Italia pare aver fatto il suo corso. Ora sto seguendo degli Youtuber americani, come HowToBasic e FilthyFrank: dei veri genii! Io, per parte mia, posso dire che amo il trash in tutte le sue forme, basta che non sia semplicemente brutto: deve stupirmi e farmi ridere. E in rete c'è chiaramente più libertà di quanta potreste trovarne nei peggiori cestoni degli Autogrill. Ho sempre cercato di fare sì del trash, ma di qualità. Una cosa che non esiste: spero che la cosa possa prendere piede e che io possa essere considerato un pioniere del genere. In ogni caso, sempre e comunque, W il trash!

Crediti: Marco Foderaro