M5S: La Stampa fa luce sul click baiting, polemiche su Facebook

Gianroberto Casaleggio
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L'inchiesta de La Stampa sul click baiting della galassia grillina ha innescato un'interessante botta e risposta tra i diretti interessati.

Il quotidiano La Stampa, con questo articolo di Jacopo Iacoboni, ha provato a mettere ordine nella galassia dei network informativi vicini al Movimento 5 Stelle. Tutti i riferimenti ai professionisti che lavorano nella struttura comunicativa che si è ormai tramutata in una macchina da click, alle modalità di guadagno ed a tutte le web star del Movimento che devono pubblicare i video dei loro interventi televisivi sui siti della Casaleggio come TzeTze, La Cosa, etc, hanno causato la replica di Filippo Pittarello, uno dei manager tirati in ballo nell'articolo, che ha tacciato l'inchiesta di disinformazione e dietrologia. Sotto il post di Pittarello, però, è apparsa la risposta durissima di Marco Canestrari, uno dei collaboratori più stretti del duo Grillo-Casaleggio ai tempi del VaffaDay ed ormai fuori dal giro da qualche anno: “I siti della galassia (TzeTze, LaFucina, LaCosa), nati per cercare di inventare un nuovo sistema di informazione, sono diventati una macchina per creare consenso facile con sistemi di dubbia moralità. Non trovo nessuna differenza tra il Canale 5 del 1994, dove Sgarbi vomitava insulti per creare il brodo necessario a Forza Italia, e LaFucina che usa le tette della Boschi per attirare qualche clic con titoli scandalistici o propaganda rimedi al limone contro il cancro o fa terrorismo contro i vaccini che provocherebbero l'autismo”. E voi cosa ne pensate del botta e risposta che vi proponiamo al termine del paragrafo? Diteci la vostra, se vi va, menzionando il nostro account Twitter @meltybuzz_it.

Il post di Pittarello La risposta di Canestrari
Crediti: web , giornalettismo.com