Lo stupro di Roma ed i commenti indecenti su Facebook

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Alle storiche categorie dell'italico pensiero maschilista si è aggiunta la variante razzista nei confronti dello straniero. Cosa nasce dall'incontro tra queste due poco edificanti pulsioni?

Pochi giorni fa, purtroppo, una ragazza è stata stuprata a Roma. Il terribile caso di cronaca è piuttosto noto ed ha permesso di scoprire un'altra inquietante caratteristica degli italiani quando si approcciano a questi temi così delicati. Come ha notato giustamente Alessio Barbati in questo articolo su Giornalettismo, nell'orribile caso in questione si sono fuse, in un pessimo circolo vizioso, due tare mentali storiche del popolo italiano: una affonda le radici nella tradizione maschilista, ovvero il fatto che in fin dei conti, se una donna va in giro poco vestita oppure in luoghi malfamati o nel cuore della notte (tutti e tre gli assunti sono falsi in questa storia, tra l'altro) se la va a cercare; la seconda, più recente ma non meno odiosa, tende a dare agli stranieri la colpa di qualsiasi cosa.

In questo caso specifico, ovviamente, dapprima molti commentatori del becero si sono scagliati sullo straniero (sarà un rom, sarà un rumeno, sarà un extracomunitario) salvo poi, sorpresi dal fatto che il sospettato numero uno non sia soltanto italiano, ma addirittura un militare, virare sul più classico dei discorsi (“chissà com'era vestita, che ci faceva a quell'ora in giro da sola, se l'è andata a cercare”). Ci sembra ridondante ricordare che le vittime non hanno mai alcuna responsabilità e che non ha alcun senso cambiare atteggiamento in base alla nazionalità del (presunto) colpevole e ci sembra altresì preoccupante constatare quali atroci vette possano essere raggiunte dall'odio e dall'indifferenza nei confronti del prossimo. Quando si mischiano i peggiori pregiudizi della tradizione italiana con i nuovi pregiudizi che nascono dall'incontro tra l'ignoranza e la globalizzazione accadono cose davvero incommentabili.

Molti commentatori, fortunatamente, hanno risposto per le rime alla tristezza dell'italiano medio
Crediti: bladibella.com