Libero shock su Sara Di Pietrantonio, Feltri massacrato sul web

Vittorio Feltri
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Libero ha titolato in maniera vergognosa sulla tragedia di Sara Di Pietrantonio, paragonandola ad allagamenti ed emergenze rifiuti ed utilizzando una terminologia da brivido.

L'Italia è proprio allo sbando, se Venezia è soffocata dagli abusivi, Milano è allagata, Roma è sommersa dai rifiuti ed hanno arrostito una ragazza di 22 anni. Alle elementari la maestra di matematica insegnava a non sommare le mele con le pere, ma probabilmente a Libero in molti hanno saltato questa fondamentale lezione di vita. Le polemiche sul quotidiano milanese non si placano neppure dopo l'avvicendamento alla direzione, ma erano in pochi ad ipotizzare un cambio di rotta, considerando come il curriculum vitae di Vittorio Feltri non restituisca di certo l'immagine di un'educanda. La triste, tristissima, vicenda della povera Sara, data alle fiamme nell'indifferenza di alcuni passanti, è stata trattata alla stregua degli altri problemi generici della nazione, per di più con scelte lessicali che fanno accapponare la pelle (“per gradire”, "arrostita").

Il titolo di Libero

Libero ci ha abituati a titoli sopra le righe (qui il quiz per distinguere i titoli veri da quelli falsi, giusto per capire quanto spesso la realtà superi la fantasia) oppure a scelte editoriali allupate e sondaggi nonsense, ma la gravità di questa vicenda ci obbliga ad una riflessione. Non dovrebbe, prima o poi, arrivare il momento di fermarsi e di trattare le cose con maggiore cautela? Non si tiri in ballo la libertà di satira ed i vari “Je suis”, perché Libero non è una testata satirica (perlomeno non lo è in maniera volontaria) e perché la satira, anche nel trattare i temi più controversi, riserva sempre le sue bordate ai carnefici e non è mai contro le vittime. La tragica vicenda di Sara meritava qualche cautela in più ed il cinismo ostentato a qualsiasi costo poteva certamente trovare un attimo di riposo. Non siamo ovviamente per la censura, ma riteniamo che se da una parte si sia certamente liberi di esprimere i propri punti di vista, dall'altra si possa tranquillamente pensare che le scelte editoriali fatte qualifichino a sufficienza una testata. E voi cosa ne pensate di questo tema così spinoso? Vi lasciamo al flusso dei commenti su Twitter. Se vi va, diteci la vostra menzionando l'account ufficiale @meltybuzz_it.

Crediti: lettera43