L'Unità manganella gli scioperanti? Il nuovo corso del quotidiano ex comunista

Una volta sui temi del lavoro l'Unità era un po' diversa
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Che l'Unità non fosse più il Quotidiano di Antonio Gramsci ce ne eravamo accorti, ma l'accanimento contro i lavoratori del Colosseo ci sembra un filo esagerato.

L'assemblea sindacale che ha tenuto chiuso il Colosseo per tre ore venerdì mattina è stata un atto inaccettabile? Sicuramente si è trattata di una brutta figura nei confronti dei tanti turisti che non hanno potuto visitare il simbolo della città eterna, ma dalla politica e dalla stampa ci si sarebbe aspettati una maggiore capacità di analizzare le cause dell'increscioso inconveniente. I lavoratori sono ovviamente l'anello debole della catena ed hanno certamente meno responsabilità rispetto alla catena di comando, sia per ciò che è accaduto in quella giornata (la comunicazione dell'assemblea sindacale era stata fatta a tempo debito, qualcuno ha scritto erroneamente che il Colosseo sarebbe stato chiuso fino alle 23 e non fino alle 11, confondendo i termini inglesi AM e PM ,e quindi i turisti se ne sono andati nonostante alle 11 sarebbe ripreso il servizio) che per le motivazioni che hanno portato all'agitazione (un anno e mezzo di straordinari non pagati). Dal quotidiano che fu di Antonio Gramsci ci si attendeva forse una presa di posizione diversa, ma le cose sono andate come nella vignetta di Sergio Staino.

Matteo Renzi ha deciso di prendere spunto da questo episodio e, strumentalizzandolo un po', di partire dall'eco mediatica creata per giustificare una riforma del diritto di sciopero (a firma Ichino e Sacconi) che era ferma in un cassetto ed evidentemente aveva bisogno di una spintarella per essere ritenuta accettabile dall'opinione pubblica. Del resto il finanziere super renziano Davide Serra, poco meno di un anno fa, al microfoni della Leopolda parlava già di limitare il diritto di sciopero, se non ricordiamo male.

Il cartello sbagliato affisso davanti al Colosseo Ai tempi di Gramsci l'Unità aveva una linea diversa sul lavoro
Crediti: Opinioni Mascherate, Twitter, Corriere della Sera