L'Unirenzità: Intervista esclusiva al quotidiano più indipendente del mondo

Jovanotti Democratici
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Leggete l'interessantissima intervista a L'Unirenzità, la pagina Facebook (con blog annesso) che già nel nome esprime completamente l'oggetto delle sue scorribande satiriche.

La nuova Unità non è certamente un esempio di giornalismo indipendente e di questa cosa si sono accorti in molti. Anche la nostra redazione satirica del Corriere della Resa ha dedicato una recensione alla sconcertante rubrica “Scintille” e nel farlo ci siamo resi conto di un effetto collaterale molto interessante causato dalla nuova Unità: sta dando vita a tantissime pagine Facebook satiriche che prendono spunto dal modo particolare di intendere il giornalismo fatto proprio dalla nuova “era” dello storico giornale di Antonio Gramsci. Dopo l'intervista a “Accendersi le scorregge con le Scintille de L'Unità”, non potevamo non fare qualche domanda ad un'altra pagina davvero geniale: L'Unirenzità.

Solo gli stupidi non cambiano mai opinione

La deriva della nuova Unità l'hanno notata davvero in tantissimi. Cosa vi ha spinto a trasformare il disappunto del lettore in pagina Facebook? L'Unirenzità non è semplicemente una pagina Facebook ma un quotidiano online che diventerà il giornale di riferimento della sinistra italiana da Renzi a Fanfani, passando per i profondi liberali di scuola gramsciana. La rabbia è un sentimento nocivo e sterile se non canalizzato in attività costruttive: attraverso il nostro giornale il disappunto del lettore di avantieri si trasforma nell’entusiasmo del lettore di dopodomani. Questo è un derby tra fake e fake, sdegno e passione, scatola e contenuti, occupazioni abusive e suolo pubblico.

Non pensate che, rispetto ad altri mezzi di comunicazione faziosi, L'Unità si distingua per vecchie pratiche da agiografie dell'Istituto Luce? Tutti i quotidiani nostrani si distinguono per faziosità ma indubbiamente - e noi ne facciamo un vanto - l’Unirenzità è un’esperienza unica nel panorama italiano perché mai nessuno si era spinto tanto oltre i limiti imposti dal pluralismo. Senza falsa modestia, mai nessuno, prima, aveva osato trasformare un quotidiano politico in una vetrina governativa, mai nessuno era riuscito nell’aulico intento di spacciare dell’acqua naturale per CocaCola: come amiamo dire noi “il brand è il messaggio”. Il nostro editore si è scervellato a lungo nell’intento di concepire un media disintermediato che raccontasse un passato spassato. Una rivoluzione che ripaga: secondo i dati Ads diffusi da Verdini, infatti, nell’ultimo mese abbiamo superato abbondantemente un milione di copie.

Santa Maria Elena

Tra i vari santi del renzismo, quale preferite e su quale riuscite a fare maggiore ironia? La nostra non è ironia ma new journalism basato sulla verifica incrociata delle fonti. Facciamo dell’obiettività scientifica il nostro faro e infatti finora abbiamo ospitato sulle nostre pagine tutte le anime del partito democratico, non solo quella renzista, in ampi speciali che per motivi indipendenti dalla nostra volontà non hanno mai raggiunto le edicole. Ma stiamo lavorando sulla distribuzione.

Per concludere, due parole sul vero guru culturale di Matteo Renzi: Jovanotti. Se lei conoscesse Matteo Renzi saprebbe che non venera altri a parte se stesso. Caduto in disgrazia ormai da qualche anno, di recente Lorenzo ha dedicato parole poco generose nei confronti del premier e del suo cambiamento (vio)lento. Del cantante rimangono solo stralci di una stagione passata in cui la giovanile del partito - i Jovanotti Democratici - credeva di poter incidere seriamente sulle decisioni prese al tavolo dei grandi.

Ed ecco qui: risolti anche i problemi del Sud
Crediti: L'Unirenzità