Jovanotti ha difeso il lavoro gratuito? No, ma ha sbagliato lo stesso

Jovanotti dichiarazioni
Ecrit par

Jovanotti è al centro delle polemiche per delle frasi estrapolate dal contesto e per un fraintendimento social. In realtà non ha difeso il lavoro gratuito, ma secondo noi ha sbagliato ugualmente.

Lorenzo Jovanotti, ospite dell'Università di Firenze, è stato crocifisso sui social network per delle frasi non dette. O meglio, dette ma estrapolate dal contesto e stravolte nel significato. Jovanotti non ha difeso il lavoro gratuito, come possiamo leggere bene in questo editoriale pubblicato da Wired, ma ha detto cose ben diverse, ovvero che da giovane, per lui, è stato molto importante poter lavorare gratis, da volontario, nelle sagre paesane. È stata un'esperienza che l'ha segnato e gli ha insegnato il rapporto con la gente. Un qualcosa di utile per la sua formazione e di cui è stato felice di raccogliere i frutti in seguito, nella vita lavorativa vera. Il fraintendimento complessivo avvenuto sui social ha spinto lo stesso Jovanotti, col post su Facebook che vedete qui sotto, a precisare di non aver mai pronunciato le frasi incriminate.

Si parlava dunque di contesto e del fatto che le parole di Lorenzo Cherubini fossero state estrapolate in malo modo e travisate, nella più classica spirale di fraintendimento social. Se l'editoriale di Wired parte da questo assunto per dimostrare vicinanza alle parole di Jovanotti (vicinanza mostrata anche da Selvaggia Lucarelli, che ha raccontato esperienze di vita analoghe), in queste poche righe vorremmo far notare come le parole di Jovanotti siano sbagliate, a nostro avviso, anche nelle intenzioni originarie. Sì, perché il contesto non va preso in considerazione soltanto per mettere nella giusta ottica i pensieri del cantante toscano, ma anche per capire esattamente a chi Lorenzo Cherubini si è rivolto in quei termini.

Pinuccio chiama Jovanotti

Jovanotti, certamente in buona fede, si è lasciato andare alla sua classica rappresentazione ottimistica della vita, cercando di motivare i ragazzi dell'Università di Firenze a cercare la propria strada in maniera attiva. Ciò che ha tralasciato, però, è che le cose sono cambiate parecchio rispetto alla sua adolescenza. Se una volta il lavoro gratuito era un trampolino di lancio certo per una carriera lavorativa tutelata e ricca di certezze, oggi non è affatto così. In un sistema all'orlo del collasso, il lavoro gratuito dei giovani serve per consentire ai vertici della piramide sociale di mantenere i benefit raggiunti negli anni. I soldi non ci sono più e l'unico modo per non redistribuire le rendite di posizione dei “capi” è non dare nulla a coloro che fanno capolino adesso nel mercato del lavoro.

Un interessante post di Alessandro Gilioli sul tema

Inoltre, l'esperienza lavorativa gratuita di Jovanotti è avvenuta nelle sagre di paese quando lui aveva tredici anni, non nel vero e proprio mondo del lavoro a 25 o 30, come accade oggi in Italia. Ed i ragazzi che oggi patiscono la repubblica degli stage non retribuiti lo fanno in vista di un futuro di precarietà: alla certezza tipica degli anni '70 – '80 di avere un lavoro fisso e ben retribuito da lì a breve si è sostituita la certezza degli anni '10 di essere la prima generazione, dal dopoguerra ad oggi, che sarà più povera dei propri genitori. Senza parlare poi del problema pensionistico: che fine faranno, tra quarant'anni, tutti coloro che oggi, sulla soglia dei trenta, si ritrovano praticamente senza contributi? E che oltre a ciò hanno la consapevolezza che questo loro sacrificio servirà soltanto per mantenere i sostanziosi stipendi dei sessantenni? Per questa ragione, Jovanotti, crediamo che le tue parole pur bene intenzionate e cariche di ottimismo, siano assolutamente fuori contesto ed abbiano anzi messo il dito nella piaga di tanti giovani che non hanno avuto la fortuna capitata alla tua generazione. Come vedi, la condizione vissuta dall'uditorio dei tuoi discorsi è un contesto da tenere in considerazione così come quello dell'interpretazione esatta delle tue parole. E sentirsi dire queste frasi anacronistiche, racconto di un mondo che non c'è più (in questo caso è d'obbligo un purtroppo), da una persona che fortunatamente vive nella tua agiatezza, può aggravare ulteriormente la situazione. E voi cosa ne pensate? Se vi va, menzionate l'account Twitter ufficiale @meltybuzz_it e diteci la vostra!

Crediti: corriere.com, Pinuccio