'L'avventura' di Fiamma Luzzati, fumettista italiana a Parigi

Fiamma Luzzati ne 'L'Avventura'
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Fiamma Luzzati è una fumettista e blogger italiana che da marzo 2012 scrive su 'L'avventura', il suo blog sul sito del quotidiano francese 'Libération'. A breve, Fiamma pubblicherà il suo primo volume di fumetti, ecco come è iniziata.

La redazione di melty.it ha deciso di presentarvi Fiamma Luzzati, blogger e autrice di una raccolta di fumetti che uscirà nel 2013. Fiamma Luzzati ha un blog sul sito del quotidiano francese "Libération", dove settimanalmente regala ai lettori francofoni un episodio del feuilleton semiautobiografico 'L'avventura' e qualche istantanea di vita parigina. Fiamma Luzzati, infatti, è lo pseudonimo di un'italiana che tredici anni fa ha deciso di trasferirsi nella capitale francese. Come è andata? Fiamma lo racconta – in parte – proprio su 'L'avventura': titolo antonioniano, disegno dal tratto delicato ed elegante e buon ritmo narrativo, il blog merita più che una visita.

L'iniziazione al fumetto

"Il fumetto non è il mio mestiere d'origine, prima ho lavorato per qualche casa editrice, poi per un'agenzia di grafica. Sei anni fa ho deciso di cambiare vita. Amo scrivere, pensavo sarebbe stato più facile ma non sono affatto pentita. In realtà ho scritto il mio primo libro a 25 anni ma è sempre rimasto in un cassetto. Poi nel 2011 è arrivato il fumetto. Tutto è nato perché sono profondamente antiberlusconiana e avevo deciso di scrivere una sceneggiatura e di fare degli schizzi su un soggetto ispirato a Berlusconi; il risultato è un primo fumetto, visibile sul mio blog 'Il Premier'. Ho proposto questo lavoro a Libération; il progetto non è stato accettato ma in compenso mi hanno incoraggiata a continuare a disegnare, ed è così che è nata l'idea de 'L'avventura'. Ovviamente da quando ho cominciato ho subito un'evoluzione: il disegno è uno specchio forse ancora più fedele della scrittura, nel tratto puo nascondersi la tensione di una giornata pesante, per disegnare devo essere in pace con me stessa".

"L'avventura", dal blog alla carta stampata

"Ho iniziato il blog de 'L'avventura' disegnando piccole scenette disgiunte che mostrassero la società francese dal punto di vista di un'italiana, ma mi piace raccontare delle storie e quindi ho creato man mano un vero e proprio feuilleton a puntate. Si tratta di un progetto in divenire, l'ispirazione può arrivare da avvenimenti del presente e del passato un po' romanzati e ovviamente molte cose sono inventate, ciononostante la gente pensa che si tratti davvero della mia vita e nei commenti mi danno consigli su come agire, è molto divertente. Qualche mese fa è nata l'idea di raccogliere degli episodi in un unico volume: sono riuscita a finanziare il progetto grazie a Ulule ( sito di crowdfunding ndr), contavo sull'adesione dei lettori del blog di Libération, anche se ovviamente non potevo dare per scontata la loro partecipazione. Ulule è stato come un test per capire chi c'è, chi mi segue davvero. Uno degli aspetti negativi del web è che inculca l'idea che la cultura debba essere gratuita, e in questo modo la cultura la si uccide. Basti pensare a cosa è successo con la musica e a quello che succede alla letteratura: tra 5 anni tutti potranno scaricare i libri in PDF sui loro tablet. A un certo punto, se non si arriva a vivere del proprio lavoro, il gioco non vale la candela, i ritmi sono molto pesanti. Nel XIX secolo i grandi feuilletonisti come Alexandre Dumas erano costretti a pubblicare a un ritmo infernale, ecco, anche per me pubblicare ogni settimana è una sfida, ma almeno Dumas ne viveva piuttosto bene (ride)."

Tra blog e fumetto, alla scoperta del lettore

"Il mio blog è seguito ovviamente da molti francesi, ma ci sono moltissimi italiani che lo leggono, sia dalla Francia che dall'Italia. Inizialmente avevo provato a contattare Il Post per provare a collaborare con loro, ma avevo mandato solo una mail e non avevo ricevuto risposta. Ad ogni modo, nonostante l'Italia stia conoscendo una ripresa della graphic novel, non abbiamo la stessa cultura del fumetto, né il lettorato adatto. Il fumetto viene visto come qualcosa di marginale, non adatto a un pubblico maturo. Qui è differente, me ne sono accorta soprattutto partecipando al Festiblog (Festival del blog a Parigi, ndr) dove sono venute ad incontrarmi moltissime persone e l'età media era tra i 30 e i 60 anni. L'esperienza del blog è affascinante, è interessante vedere le reazioni di un lettore sconosciuto, ma può diventare una trappola. E' allo stesso tempo divertente e ansiogeno, c'è il rischio di snaturare la proprira opera, è un po' come rincorrere l'audience in tv. In generale però, la definirei un'esperienza positiva. Ho già scritto due libri per bambini sotto un altro nome: dopo l'accoglienza iniziale, entrambi sono finiti nel "buco nero" delle librerie, e comunque – escludendo gli incontri per le dediche – attraverso il libro lo scrittore non può avere un interscambio diretto col proprio lettore. Sul blog, invece, posso rispondere personalmente ai commenti dei lettori: del resto è questo il bello, fare altrimenti non ha senso."