Ilary Blasi, Morgan e Matteo Salvini: I Virus della Settimana

Ilary Blasi e i suoi outfit trainano l'audience de Le Iene
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L'incidente sexy di Ilary Blasi, Morgan che dice di andarsene per sempre da X Factor 8 e Matteo Salvini viagra dello share nei talk show politici: gli "imprevisti" virali salva-ascolti sono i virus della settimana.

Il successo di una trasmissione televisiva può dipendere da una manciata di secondi. Ci ostiniamo a chiamarli "imprevisti", anche se - contrariamente a come dovrebbe essere per definizione - accadono con una sorprendente regolarità. Per esempio, prendiamo il caso de Le Iene. E' già la seconda volta che Ilary Blasi e il suo vestito (o meglio, il suo "svestito") fanno da cartina al tornasole della vitalità e dell'impatto virale della trasmissione sul web. Altrimenti sembrerebbe quasi un encefalogramma piatto. Prima il suo abito particolarmente succinto di qualche settimana fa, poi il suo incidente sexy durante il balletto con Teo Mammucari nell'ultima puntata del sempreverde programma di Italia 1. Altro che le inchieste, il sangue e il sudore spesi sui marciapiedi dai giornalisti in smoking più famosi della tv italiana, quello che conta è come si veste la Blasi e sperare che le si veda un centimetro di coscia in più o il colore delle mutandine. O magari sperare che non le porti proprio, le mutandine. Non è un caso che sul profilo Twitter ufficiale della trasmissione si chieda il parere del pubblico sull'outfit della conduttrice. Ma quando mai? Beh, semplice: da quando l'audience dipende da quello. All'epoca di Simona Ventura una cosa del genere sarebbe stata impensabile.

Cambiamo palcoscenico e passiamo a quello di X Factor 8. Morgan è riuscito a far impennare l'audience dell'ultima puntata del talent show di SkyUno grazie ad un teatrino già ampiamente sperimentato in passato. Prima annuncia di abbandonare la trasmissione per sempre e poi si presenta dietro al bancone dei giudici con la coda tra le gambe come se niente fosse. Che non si sorprenda se poi su Twitter lo massacrano. La strategia sembra una stupidata, visto che si sa che a gridare al lupo al lupo... E invece ha pagato eccome: non si sa come, ci siamo paradossalmente ritrovati a parlare del suo "ritorno" quando il leader dei Bluvertigo il programma non l'ha mai abbandonato. Eppure erano tutti lì davanti al televisore, tutti sull'attenti davanti al proprio profilo Twitter a chiedersi se se ne fosse andato per davvero. Pronti a twittarlo o a filosofeggiarci su. E i cantanti in gara? Chissene. Una spiegazione plausibile è che i talent non siano più in grado di reggersi sul talento dei propri partecipanti - così come alle Iene non bastano più le inchieste dissacranti o irriverenti del Lucci di turno - ma che sia diventato necessario coinvolgere il dietro le quinte (e, perché no il didietro) dei VIP che partecipano alla trasmissione. E quindi vai con le lacrime di Fedez, con quelle della Cabello, con le polemiche tra i giudici sul palco e sui social e le minacce dell'addio da sempre paventate da Morgan oramai da anni. Noi intanto continuiamo a cascarci come dei polli, quindi fanno più che bene a continuare.

Un altro genere che - dopo la fine della contrapposizione manichea tra berlusconiani e anti-berlusconiani che neanche Il Signore degli Anelli - sta soffrendo di una grossa crisi esistenziale è il talk show politico. Stiamo tutti lì a chiederci come mai programmi che un anno fa facevano il 30% adesso facciano il 6% di share senza renderci conto che quelle trasmissioni le tenevano in piedi le pitonesse e affini, le varie Santanché, Biancofiore e via dicendo, cioé tutti quei personaggi che la buttavano sempre nel populismo o letteralmente in caciara. Adesso l'unico antidoto allo svuotamento delle poltrone davanti a vari Piazza Pulita, AnnoZero, AnnoUno e compagnia bella sembra essere Matteo Salvini. Come sottolineato argutamente da Selvaggia Lucarelli in un suo post su Facebook, infatti, sembra essere proprio lui, il leader della Lega Nord, l'unico "viagra" in grado di risollevare lo share del sonnolentissimo talk politico, che - diciamo la verità una volta per tutte - non è mai servito a niente se non a creare o esaltare i personaggi politici da avanspettacolo. C'è poco da fare, attualmente Matteo Salvini è l'unico - o cumunque uno dei pochi - in grado di opporsi all'appiattimento ideologico portato dal "renzismo", ovvero una sorta di berlusconismo travestito da buonismo, virus attenuato, che riesce a schivare con scaltrezza il dibattito e le voci dissidenti, sia all'interno del partito che fuori. E così, inconsciamente, aspettiamo tutti che Salvini, come una scheggia impazzita, tiri fuori un imprevisto più previsto del solito. E che ci salvi tutti dalla noia e dall'inconsistenza della politica.

Federico Iarlori

Crediti: facebook