Guido Catalano: L'intervista esclusiva al poeta più originale del panorama italiano

Guido Catalano Intervista Esclusiva
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Il poeta professionista vivente Guido Catalano, capace di mischiare poesia ed umorismo e di diffondere "ammore" in ogni dove, ha risposto in esclusiva ad alcune nostre domande. Leggi l'intervista su meltyBuzz!

Guido Catalano è un personaggio poliedrico. Poeta professionista vivente, si definisce, ma come ha affermato anche in una delle sue più belle poesie “i poeti non mi considerano un poeta ma un cabarettista / i cabarettisti non mi considerano un cabarettista ma un poeta / gli elettricisti non mi considerano un elettricista e fanno bene”. La commistione dei generi è il suo marchio di fabbrica. Unico nel suo genere, riesce ad unire poesia d'amore ed umorismo in maniera del tutto originale ed a proporre le sue opere ad un pubblico molto eterogeneo. Con diversi libri all'attivo, infatti (già, pare ci siano ancora persone che leggono le poesie), è presente in maniera attiva su molte altre piattaforme: ha un blog personale molto seguito, profili e pagine Facebook, un blog sul Fatto Quotidiano e le sue poesie sono presenti anche sulla Smemoranda. È stato inoltre ospite fisso del programma di Lia Celi su Raitre “Celi mio marito” e porta i reading delle sue poesie in giro per l'Italia in un tour ormai infinito, grazie al quale entra in locali e librerie, spesso in compagnia di musicisti o cantautori. Guido ha cortesemente risposto a qualche domanda in esclusiva per meltyBuzz e vi lasciamo volentieri alle sue parole.

Il tuo linguaggio è decisamente informale, quasi una commistione tra poesia e cabaret, come ammetti in una tua poesia. Quali sono i tuoi modelli di riferimento? Credi che questa tua originalità nel panorama italiano sia uno dei segreti del tuo successo? Mi considero un misto di cose, sicuramente non un puro. Un bastardo sì. Dunque anche i miei modelli sono vari: da Woody Allen, ai Peanuts, passando per Battisti - Mogol ed i cantautori in genere. Prévert per le sue poesie d'amore. Penso che non si veda spesso roba come la mia in giro. È una fortuna. Per me, quantomeno.

Hai proposto il tuo lavoro attraverso canali molteplici: innanzitutto i libri. Poi un blog, i social network (su cui sei molto seguito), reading in librerie o locali, televisione. Dove pensi di avere maggior successo? E dove ti trovi più a tuo agio? Sicuramente per me la svolta è stata internet e dunque grazie al blog, prima, ed ai social, soprattutto FB, in seguito, le cose sono cambiate in meglio. Detto questo, per me è importantissima la dimensione live e dunque i reading, gli spettacoli. La tele è dura ma mi affascina.

Spesso ti esibisci accompagnato da musicisti o da cantautori. Quanto è importante la musica nel tuo lavoro? Molto importante. Volevo fare la rock star. Poi ho ripiegato su poeta professionista perché ci son più posti liberi. Ho iniziato cantando in un gruppo e scrivendo i testi e dunque la musica live non mi ha mai abbandonato. Collaboro molto più con musicisti che con altre tipologie di artisti.

Consigliamo a tutti i maschietti di utilizzare tue citazioni per avere successo con le donne. Come è cambiata la tua vita da quando sei diventato un sex symbol? Beh, diciamo che trombo dieci volte di più di prima. Forse dieci no, ma sette sì. Una pacchia.

Tutti sappiamo cosa scrive Guido Catalano. Ci piacerebbe sapere anche cosa legge. Guarda, ti posso dire i titoli che formano una pila vicino al mio letto di libri che non ho ancora letto o che sto leggendo: Sottomissione di Houellebecq; Il libro delle illusioni di Paul Auster; L'odore delle gambe di Carlo Molinaro; Baciami come uno sconosciuto di Gene Wilder; Tutte le poesie di Giovanni Raboni; La verità, vi spiego, sull'amore di Enrica Tesio; Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut; Il corpo docile di Rosella Postorino; Arrangiati, Malinconico di Diego De Silva; L'uomo che cammina un passo davanti al buio, di Mark Strand; Erravamo giovani stranieri di Alberto Dubito; L'uomo equilibrista di Federico Sirianni; Notte e nebbia di Jean Cayrol; Che cosa è per me la tua bocca di E. E. Cummings.

Qual è il tuo rapporto con il mondo poetico "serio"? Pochi rapporti. Mi annoia e la noia è una delle mie peggiori nemiche.

Avresti mai pensato di finire sulla Smemoranda? Assolutamente no. Il bello di essere un poeta non serio. Dunque serissimo.

Crediti: Guido Catalano