Grillo, Buonanno, Berlusconi: I trucidi da social network e l'antiscientismo della politica

Antonio Razzi ed il selfie
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CORRIERE DELLA RESA – L'Italia è all'ultimo posto, tra i Paesi più industrializzati, nelle statistiche sull'analfabetismo funzionale. Secondo voi la classe politica ha colpe in questa disfatta? E che genere di problemi crea nella società questa tendenza?

Nelle ultime settimane si sono succedute, sui media, teorie sul fatto che ci sia un imbarbarimento complessivo del "popolo del web", a causa del proliferare di situazioni becere, insulti spietati e tante altre simili amenità. Il "popolo del web" ovviamente non esiste, perché il web è uno strumento che viene utilizzato da un pubblico eterogeneo, quindi parlare di "popolo del web", da un punto di vista logico, è come parlare del popolo dei passanti per strada (per dirla con Gilioli), oppure del popolo dei possessori di bastone da selfie: non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Anzi, nel caso dei bastoni da selfie sì, facciamolo pure. Il problema è che nella vita reale ognuno di noi si circonda di amicizie con le quali condivide una visione del mondo e quindi difficilmente si incontrano persone come quelle che hanno commentato il post qui sotto. I social network, invece, te le fanno incontrare, ma ciò non significa che non esistano anche nella vita reale (Se l'immagine qui sotto non vi sconvolge, vuol dire che il Corriere della Resa è seguito anche da Europarlamentari della Lega Nord).

Volemose bene

Un aspetto che invece può essere decisamente più importante nel forgiare un'identità collettiva agghiacciante come quella che avete visto qui sopra, secondo noi, è quello dell'ignoranza. L'Italia è all'ultimo posto, tra i Paesi industrializzati, nelle statistiche sull'analfabetismo funzionale, con circa il 47% della popolazione non in grado di capire un testo scritto di media difficoltà (sarà per questo che abbocchiamo alle bufale?). Sapete cosa significa? Oltre al fatto che la Lega può accrescere ancora di molto il suo elettorato, intendiamo. Significa che gran parte della popolazione italiana non è in grado di decodificare gli avvenimenti della realtà complessa che la circonda e si abbandona allo sconforto, alla paura del diverso ed alla rabbia, perdendo talvolta di vista il concetto di umanità, e si mette una spigola in tasca prima di entrare nella Camera dei Deputati.

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Quanto è importante, in questa difficoltà degli italiani nel capire il presente, il ruolo della politica? Si è parlato spesso di una certa volontà, da parte degli uomini politici, di tenere i cittadini nell'ignoranza quanto più fosse possibile per evitare che venissero a conoscenza delle loro malefatte, ed anche del ruolo che la tv generalista tutta tette e canzonette abbia avuto nel rincretinire la generazione nata dagli anni '80 in poi. La cosa che i creatori di questa strategia non avevano immaginato, però, è che la generazione dei rincoglioniti sarebbe un giorno diventata classe dirigente ed avrebbe spinto l'acceleratore sull'antiscientificità al potere.

Umberto Smaila indossa gli occhiali di Gandhi per chiedere la liberazione dei Marò e non c'è niente di strano in tutto questo

Sì, perché se fino a pochi anni fa la politica italiana non si era sporcata troppo le mani con le vicende scientifiche, anche perché spingere troppo sulla scienza avrebbe screditato eccessivamente i miracoli ed il Papa non sarebbe stato d'accordo (in ambito sanitario, infatti, nascondevano i soldi nei pouf in attesa di disposizione d'oltretevere su come utilizzarli), negli ultimi anni sono sempre di più le incursioni dei politici in temi scientifici, fatte un po' così come piace a noi, a cazzo di cane (i politici non saranno ferrati nelle materie scientifiche, ma la citazione cinematografica di Boris ne innalza il livello). Dalla Gelmini con il tunnel dei neutrini, fino ai grillini che credono nelle Sirene o che dichiarano l'allarme ebola nell'unico (iperbole) stato africano che l'aveva quasi debellato, è sempre maggiore la portata antiscientifica della politica italiana, anche perché quel 47% di analfabeti funzionali vota come te (e tromba più di te). Anche Beppe Grillo in persona si è cimentato nella lotta alla scienza, con le dichiarazioni sulle mammografie. Poi in seguito precisate, dopo aver accusato tutti di aver travisato le sue parole con fini biecamente politici. La verità è che in questo campo gli allievi non supereranno mai il maestro e nessuno sarà più in grado di regalarci il meraviglioso momento che potete ammirare nel video sottostante.

Dilettanti, inchinatevi al maestro
Crediti: Umberto Smaila, Il Fatto Quotidiano, web , YouTube