Giorgia Meloni: Il post sui matrimoni gay e la risposta su Facebook

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia
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Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo che impone all'Italia di riconoscere i diritti alle coppie omosessuali, Giorgia Meloni ha commentato la vicenda con un post contro le unioni gay, ricevendo su Facebook una risposta da antologia.

Nella giornata di ieri la Corte europea dei Diritti Umani di Srasburgo ha imposto all'Italia di riconoscere i diritti alle coppie omosessuali, accellerando quindi la legge sulle unioni civili gay. Se per molti i tempi sono maturiper una legge che vada in questo senso, rimane ancora qualcuno che si oppone a questi temi inneggiando alla famiglia tradizionale, che sarebbe minacciata da questo nuovo istituto. Tra questi c'è anche Giorgia Meloni, leader del partito Fratelli D'Italia e strenuo difensore dei valori tradizionali, che ha commentato la sentenza scrivendo sul proprio profilo Facebook: "L’Italia prenderà in considerazione la sentenza sulle unioni gay della Corte europea dei diritti dell’uomo il giorno in cui la Corte farà rispettare questa sua decisione anche a tutti gli altri 47 Stati membri del Consiglio d’Europa. Fino ad allora, la decisione su cosa sia una famiglia e cosa sia un matrimonio compete solo al popolo italiano, che nonostante la campagna martellante dei media resta contrario ad ogni provvedimento che possa aprire le porte all’ipotesi di adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali". A rispondere ci ha pensato Sara Freddini, già autrice qualche tempo fa di una risposta analoga alla Meloni, la quale ha commentato: "La decisione su cosa sia la famiglia, il matrimonio ed affini non spetta certo a Fratelli d'Italia. La famiglia la fa l'amore, non l'orientamento sessuale. E finché andrai avanti con questa propaganda, creerai solo del becero populismo ignorantissimo livello cinepanettone. Ribadisco quanto ti dissi qualche tempo fa, che i GHEI pagano le tasse come tutti gli altri cittadini, e come tutti gli altri cittadini abbiamo il diritto di veder riconosciuti i nostri diritti".

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