Giorgia Meloni mamma/sindaco: ecco chi è il suo principale sponsor 

Giorgia Meloni: hanno tentato di fermarla
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Giorgia Meloni si candida a Roma, nonostante la maternità. Lei spera sempre in Silvio Berlusconi per un aiuto in campagna elettorale, anche se avrebbe già uno sponsor di rilievo...

Ilda Boccassini? Veronica Lario? La Nicole Minetti del celebre “culo flaccido”? Nessuno si aspettava che a dire l'ultima parola di fronte a Silvio Berlusconi potesse essere la “minuta” (benché pasionaria) Giorgia Meloni dalla Garbatella. La leader di Fratelli d'Italia ha finalmente sciolto la riserva e si candida alla poltrona di Sindaco di Roma, contro tutto e contro tutti. Aveva a sostegno solo il suo stesso partito, che le ha chiesto a gran voce di scendere in campo (praticamente se lo è chiesto da sola) e Matteo Salvini, che ha spinto fino all'ultimo per scongiurare la candidatura unica di Guido Bertolaso per il centrodestra – le frasi amorevoli dell'ex capo della Protezione Civile sui Rom erano decisamente troppo per il leghista. Giorgia Meloni si presenta dunque per Fratelli d'Italia e Lega, contro il piddino Giacchetti, la grillina Virginia Raggi, il bellino Alfio Marchini, “The Revenant” Storace (lui sì, che vuole fare fuori gli Indiani) e, appunto, Bertolaso. Giorgia ha detto no, questa volta seriamente al contrario delle Politiche 2013, al Padre "Nobile" del centrodestra Berlusconi, che le consigliava anche lui di lasciar stare e “Fare la mamma”. Il Cavaliere è stato peraltro sprezzante con i suoi (ex?) alleati di destra: “I leghisti di Roma? Sono tutti ex fascisti”. Insomma, le cose si stanno ribaltando rispetto a quanto accadde nell'Anno Domini 1993.

Giorgia Meloni era la candidata “naturale” per il Comune capitolino, core de sta città (almeno a destra). Come per certi versi lo era stato Gianfranco Fini 23 anni fa, di cui la stessa Meloni è stata "delfina" ai tempi del Fronte della Gioventù, quando l'allora presidente del Movimento Sociale Italiano sfiorò il Campidoglio soccombendo solo al ballottaggio contro Francesco Rutelli. 23 anni dopo, consumato lo (s)fascio di Allenanza Nazionale, con un Berlusconi alla ricerca di una dignitosa exit strategy dalla politica e una coalizione a pezzi, Giorgia si presenta “quasi” con la sconfitta in tasca: una scelta che andrebbe sottolineata e premiata per il coraggio. Il Berlusconi che sostenne il candidato missino in una celebre conferenza stampa (“Chi sceglierei se fossi cittadino di Roma? Certamente Gianfranco Fini!”) non c'è più, anzi sembra solo l'ombra del “Cavaliere Nero” evocato da Il Manifesto, che aprì la strada al Polo vincente del '94. L'unico endorsement per Giorgia, a parte Salvini e la "post-femminista" Marion Le Pen in visita in Italia, resta quello del suo mentore di giovinezz... pardon, gioventù. Fini? No, il grande showman Fiorello, che rimase impressionato dalle sue doti di baby-sitter. Speriamo solo che Giorgia non lo prenda come l'ennesimo invito a starsene a casa con i bambini...

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