Gianni Morandi, Tea Falco, Fiorello: Aldo Grasso sull'odio del "popolo del web"

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Aldo Grasso ha dedicato il suo ultimo editoriale sul Corriere della Sera all'odio che imperversa sui social. Cosa ne pensate della sua analisi? Esiste un popolo del web?

Aldo Grasso, dopo il poco felice video sull'Expo ed i ragazzi che non hanno voglia di lavorare, torna d'attualità nella discussione sulla politica e sulla società con l'editoriale pubblicato stamattina dal Corriere della Sera su di un tema piuttosto sentito negli ultimi giorni: la diffusione dell'odio su internet. Aldo Grasso prende come spunto l'ormai celebre caso Morandi, i pesanti attacchi personali subiti dall'attrice Tea Falco ed i recenti problemi di Fiorello su Twitter per mettere in guardia tutti dal "popolo del web" e dalla crescente deriva volgare e truce che sta portando molti commentatori a competere nella sfida all'insulto più becero.

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Qui sopra potete leggere per intero l'editoriale, tra l'altro piuttosto breve. Tutto condivisibile? Non la pensano tutti così. Ad esempio Alessandro Gilioli, in questo post sul suo blog, fa notare l'errore principale in cui si imbattono tutti coloro che dimostrano di non essere molto avvezzi all'utilizzo della rete, ovvero la definizione di "popolo del web". Confinare la deriva di cui parla Aldo Grasso, che pure esiste, ovviamente (ed anche noi l'abbiamo fatta notare più volte), ad un fantomatico popolo di internet è un modo di dare la colpa allo strumento e non a chi lo utilizza per veicolare i propri contenuti. Come dice Gilioli, "il "popolo del web" non esiste, almeno non più di quanto esiste, per esempio, il popolo dei passanti per strada". Già, perché internet è un semplice strumento che dà voce a chi lo utilizza, ed è utilizzato da tutti: anche lo stesso Aldo Grasso appartiene al popolo del web, nella misura in cui i suoi editoriali sono presenti sul sito del Corriere della Sera.

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In ogni caso, il fatto che Aldo Grasso abbia parlato in senso negativo del fantomatico "popolo del web" prendendo come esempio di questa deriva poco edificante il caso di Gianni Morandi, ci fa capire che il critico cinematografico ha capito poco della questione. Come ricorda lo stesso Gilioli, ma come abbiamo mostrato anche noi seguendo la vicenda, Gianni Morandi è uscito assolutamente vincitore dallo scontro "dialettico" con i detrattori, diventando per un paio di giorni un mito su Facebook. Questo, a nostro parere, dimostra come la rete sia utilizzata da un popolo estremamente variegato e che a fronte di molte derive becere non manca chi è in grado ancora di premiare i comportamenti virtuosi, come l'ideatrice della pagina Facebook sull'aplomb di Gianni Morandi. E voi cosa ne pensate? Se vi va, commentate su Twitter menzionando l'account ufficiale @meltybuzz_it, ma state attenti a non dare l'impressione di appartenere al "popolo del web".

Crediti: web , Facebook, Gianni Morandi