Foo Fighters: Perché hanno rotto le palle con il loro buonismo

Dave Grohl, leader dei Foo Fighters
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Tra scambi di coccole con i fan, pianti sul palco, cacciate di “pogatori” troppo agitati dal concerto e una serie di iniziative buoniste, i Foo Fighters sono diventati più politically correct di Obama.

Nelle ultime settimane i Foo Fighters furoreggiano sui social. Dave Grohl è dappertutto. Drave Grohl ha fatto questo, Dave Grohl ha fatto quello. Per amor di cronologia, rimettiamo insieme i tasselli. In giugno Dave Grohl vola giù dal palco e si spezza una gamba; ma siccome ama molto i fan, continua a suonare ingessato. In effetti, così facendo, dimostra di essere abbastanza un duro. Segue pioggia di editoriali che ne sottolineano la virilità e il coraggio. Nei giorni successivi, l’ex Nirvana continua a suonare i live con il piedone ingessato, suscitando tenerezza e amore in tutto il mondo: anche in questo caso gli editoriali sulla erculea forza psicologica e fisica di Dave Grohl arrivano a secchiate; sui social, invece, vanno meno per il sottile e il cantante diventa una specie di Cristo che si immola sul palco per i fan e il rock. La mitizzazione del gruppo e del suo leader riceve una spinta decisiva con l’ormai celebre scambio di favori reciproci tra i Foo Fighters e i loro fan di Cesena: in pratica, i fan chiedono al gruppo di suonare a Cesena, Dave Grohl accetta con un video-messaggio pieno d'amore. Siti e social sono così entusiasti che pare la band abbia risolto la crisi israelo-palestinese.

Ma le iniziative caramellose ad uso e consumo dei giornali e di Facebook continuano, con Dave Grohl che invita un fan a salire sul palco perché stava piangendo durante la realizzazione di “My hero” e lo consola con il suo fascino burbero ma giusto e dal vocabolario vagamente cristologico (“Non piangere. Ti amo, uomo” cit.). Il Fatto Quotidiano, sempre sul pezzo, azzarda il paragone Dave Grohl – santo in Terra. Infine, durante il week-end del 22 agosto, i Foo Fighters al gran completo si presentano in SUV ad una manifestazione anti-gay e contestano gli organizzatori. Apriti cielo, ci manca poco che il New York Times chieda a Grohl di candidarsi alle primarie democratiche per spolverare un po’ Hillary Clinton. Insomma, ultimamente qualunque cosa facciano Dave Grohl e soci diventa un caso memorabile, un esempio da seguire se non addirittura un evento miracoloso in odor di Nobel per la Pace.

Ma perché tutto ciò accade? Principalmente a causa della deriva politically correct e obamiana dei Foo Fighters, ormai rock band da establishment, conciliante e buonista, che si fa promotrice di tutta quella matassa indefinita di buoni sentimenti e gesti meritori che potremmo definire “degni di un like”. Ecco, i Foo Fighters sono diventati una band da like automatico su Facebook. Anche la sortita contro il corteo anti-gay (per carità, giusta, sacrosanta) assume una patina modaiola abbastanza squallida: attaccare gli anti-gay in America, in questo momento, è il gesto (mediaticamente) più mainstream che una star possa fare per ottenere consensi facili. Per farci un’idea, gli Stati Uniti sono il paese dove la potentissima Anna Wintour (direttrice di Vogue) è stata accusata di omofobia per aver provato a sostenere che Cara Delevingne non sia lesbica al 100%. Insomma, a livello mediatico (il paese reale è un altro discorso), in America dire che si è pro-gay è la cosa più politically correct di tutte. Ecco, attaccare gli anti-gay 30 anni fa, quando accusavano gli omosessuali di portare l'Aids in America, magari, sarebbe stato un filino più coraggioso e, soprattutto, rock.

Perché è questo il punto: non che ci sia qualcosa di male ad essere politically correct (anzi, in politica può essere un buon argine ai populismi), ma che il gruppo erede di una delle più grandi rock band di sempre si riduca a vettore buonista di tutto ciò che propaganda l’establishment liberal-obamiano, è assai triste. Qui non si vuole sostenere che i Foo Fighters dovrebbero essere omofobi (figuriamoci), ma che ormai non sono più rock. Anzi, i Foo Fighters sono l’esempio vivente che il rock - inteso come provocazione, come ribellione ai valori vigenti, come sfida ai codici morali e ai costumi – è definitivamente morto. Il rock è stato definitivamente cooptato dal sistema, e i Foo Fighters (o Bono Vox, che partecipa ai meeting del Partito popolare europeo con Van Rompuy e Barroso) ne sono il simbolo. Un esempio su tutti? Il video di qualche anno fa in cui Dave Grohl caccia un tipo dal suo concerto perché troppo violento nel pogo. Ecco, di questo passo, il live dei Foo Fighters ad Expo con pacche sulle spalle con Matteo Renzi è dietro l’angolo.

Crediti: web