Fashion Industry Confessions: Il blog che racconta i segreti della moda

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I fashion blog sono ormai numerosissimi e quasi indistinguibili gli uni dagli altri, ma oggi melty.it vuole parlarvi di 'Fashion Industry Confessions': scoprite perché.

Quando l'industria della moda incontra internet possono nascere pericolose combinazioni: lo abbiamo imparato in questi anni grazie ai tradizionali fashion blog. Se inizialmente il fenomeno era ristretto a qualche addetto ai lavori desideroso di rimpolpare il proprio portafoglio o semplicemente il proprio ego, è ormai innegabile che avere un blog di moda sia diventato un trend di massa. C'è chi li legge per seguire le gesta dell'ennesima "it girl", chi per farsi quattro mefistofeliche risate alle spalle di ragazze goffe e impreparate, comunque sia i fashion blog sono sicuramente un fenomeno che continua ad attirare l'attenzione. Tra tutti, uno si distingue per la sua particolarità. Si tratta di 'Fashion Industry Confessions', un blog gestito da un misterioso autore che raccoglie e pubblica tutti i pettegolezzi dalle quinte delle sfilate. Post al vetriolo su disturbi alimentari, vendette, crudeltà e molto altro si susseguono tra le foto dei volti perfetti delle protagoniste della moda.

Fashion Industry Confessions: Il blog che racconta i segreti della moda - photo
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Basta cliccare nella sezione "directory" ed ecco una lista apparentemente interminabile di nomi di modelle e di case di moda dove l'utente goloso di pettegolezzi freschi di passerella può cliccare per placare la sua fame. Praticamente, un'idea a metà tra il meccanismo perverso alla base del telefilm 'Gossip Girl' e la più classica sequenza tumbleriana di immagini selezionate. Ma chi gestisce tutto questo? L'idea è venuta a uno studente o studentessa di moda che si mantiene cautamente anonimo e che, a suo dire, ha facilmente accesso ai 'rumours' delle sfilate. Chi gestisce il blog invita gli utenti, che siano essi stylist, modelle o altri addetti ai lavori, a contribuire al pubblico massacro inviando nella sua casella di posta tutti i pettegolezzi che normalmente costerebbero loro il posto di lavoro. Nessun filtro, esclusa la discrezione del gestore, nessuna fonte ufficiale, nessuna responsabilità sui contenuti, nessuna verifica delle informazioni. Uno spazio bianco dove sputare il proprio veleno e poi tornare a fare la piega alla modella seminuda di turno. Allora, curiosi?