Facebook: Bloccati profili UAAR per aver confutato la "Teoria del gender"

Post violenti e bufale
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La pagina Facebook dell'UAAR ed i profili dei gestori sono stati bloccati per 24 ore a causa della pubblicazione di un articolo che confuta l'esistenza della cosiddetta “Teoria del gender”.

Il mondo social è estremamente sfaccettato e, pur non pensandola proprio come Umberto Eco, certamente la violenza è molto presente (come nella vita reale del resto), altrimenti non sarebbe neppure nato il mito di Gianni Morandi, che sta prosperando appunto in quanto dimostrazione di come si possa rispondere con educazione a commenti razzisti e omofobi. La violenza sui social non sembra trovare troppe difficoltà nella sua diffusione, mentre dei post di contenuto decisamente non violento possono incorrere in sanzioni e censure. Il caso denunciato dall'UAAR, l'unione degli atei, agnostici e razionalisti italiani, ci mostra bene le falle che ci sono nella politica che Facebook utilizza per definire cosa possa essere accettabile e cosa no. Il profilo dell'UAAR ed i profili degli amministratori ad esso collegati, infatti, sono stati oggetto di un blocco di 24 ore a causa della pubblicazione di questo articolo (automaticamente rimosso) che cerca di fare chiarezza sull'inesistente “Teoria del gender” che tanto sta terrorizzando i genitori cattolici in questi giorni. In quest'altro post in cui ci si lamenta del trattamento ricevuto, l'UAAR svela anche il messaggio standard che viene inviato al profilo incappato nella censura, che nonostante la sua natura di messaggio automatico conserva un qualcosa di minaccioso: “gli account delle persone che pubblicano ripetutamente contenuti non consentiti su Facebook potrebbero essere disattivati in modo permanente”.

Alcuni esempi di post violenti presenti su Facebook

Come possiamo vedere nell'immagine che trovate qui sopra, proposta dalla stessa unione come esempio di cosa su Facebook riesca ad avere tranquillamente ospitalità, è davvero paradossale che sia stato oggetto di sanzione proprio un post come quello dell'UAAR che, anzi, andava proprio nella direzione di fare chiarezza su alcune bufale che girano in rete sulla Teoria del gender. Analogo messaggio, ovvero rassicurare i genitori sul fatto che non ci sia alcuna direttiva dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a causa della quale si inizieranno ad insegnare tecniche di masturbazione ai bambini nelle scuole, è stato diffuso pochi giorni fa anche da quei pericolosi rivoluzionari della Treccani. I post sul femminicidio ispirato dalle donne, invece, vanno a gonfie vele.

AGGIORNAMENTO - Lo staff di Facebook ha chiesto scusa all'UAAR dicendo che la rimozione dei contenuti ed il blocco del profilo sono avvenuti per errore.

Crediti: repubblica.it, uaar