Dolce & Gabbana: Collezione 2016 per le donne musulmane

La collezione "musulmana" di Dolce & Gabbana
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Su Instagram Stefano Gabbana posta le immagini della collezione degli stilisti per il mercato medio-orientale. La moda può tutto o il capitalismo distrugge le ideologie?

Arte, religione, moda, ideali. Tutte sovrastrutture, diceva qualcuno. Il linguaggio potente e universale della moda globalizzata accomuna, amalgama e lascia per strada le specificità culturali, naufragate sotto l’ondata di un capitalismo sfavillante e imperante. Ecco che Dolce & Gabbana, provocatori in pensione che adesso si esprimono contro le adozioni gay, hanno ideato – sulla scia di un trend ben chiaro – "Abaya", una linea specificamente pensata per un target di donne musulmane. Ecco che il velo diventa creativo, diventa fiori, frutti e piante rigogliose, le tuniche sono tessuti pregiati con gemme, pietre preziose, ricami, stampe di limoni e margherite che richiamano le particolarità della collezione mainstream 2016 e il grande amore degli stilisti per la Sicilia. Le modelle nelle foto di Stefano Gabbana su Instagram indossano grandi occhiali, gioielli costosi e smalti fluo, clutch pitonate o pailettate. Da parte del “mercato musulmano”, la domanda per capi ad hoc di alta sartoria è alle stelle. In sostanza, siamo tutti fratelli sotto il comune denominatore del dio lusso. In ogni caso, Domenico Dolce e Stefano Gabbana non sono pionieri di una strada che è stata già spianata.

Come riporta Il Post, DKNY e Tommy Hilfiger nel 2014 hanno lanciato capsule collection in occasione del RamadanMonique Lhuillier ha realizzato una linea di caftani per Moda Operandi, e Net-a-Porter una campagna acquisti. Si tratta di una fetta di mercato di compratori già lusso-addicted e pronti a bypassare tutti i punti fermi della guerra santa. Del tipo, combatto il nemico occidentale ma con addosso le sue stoffe raffinate. E perché no? “Complimenti per la collezione” scrive intanto qualcuno su Instagram: “Ma non penso che una religione possa dettare a qualcuno come vestirsi”. Dolce e Gabbana devono aver pensato – letteralmente – che se Maometto non va alla montagna… possono essere gli stilisti a portare la montagna a Maometto. Una conclusione che apre scenari ottimistici (o pessimistici, a seconda dei punti di vista) sulle frontiere della globalizzazione, con le conseguenti perplessità (ci sarà una guerra mondiale ma tutti saranno vestiti dagli stessi stilisti? Il mercato unisce o divide?); una possibilità, per i più sognatori (o utopisti?), che l’arte italiana porti la pace in tutto il mondo; un segnale, pasolinianamente parlando, che l’egida del capitalismo abbatta ogni atto e ogni coerenza portati avanti in nome della fede.

Dolce & Gabbana the Abaya collection ❤️❤️❤️❤️ #dgabaya ❤️

Una foto pubblicata da stefanogabbana (@stefanogabbana) in data:

#dgabaya ❤️❤️❤️❤️❤️

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Crediti: Instagram