Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: Renzi ha davvero ucciso la satira?

Andrea Scanzi vs Luttazzi, c'entra Renzi?
Ecrit par

Nella querelle tra Luttazzi e Scanzi emerge con forza il tema della “morte” della satira in Italia. La colpa sarà proprio di Renzi?

Innanzitutto grazie. Grazie ad Andrea Scanzi e Daniele Luttazzi, che da posizioni diverse e con idee diverse, ed andando al di là di qualche punzecchiatura personale di troppo, hanno portato alla luce un tema di vivo interesse culturale e di importanza capitale per le sorti della democrazia del Paese (qui un nostro editoriale che ha trovato il particolare favore di Scanzi). Per un giorno la polemica che monta sul web non è sulle tette di qualcuno e di questo ve ne siamo grati, anche per i tanti spunti di riflessione che ci state lasciando. Per chi non avesse seguito la vicenda, Andrea Scanzi ha scritto una sorta di necrologio della satira che non ha trovato il favore di Daniele Luttazzi, che non condivide le cause elencate dal giornalista del Fatto Quotidiano, soprattutto l'imbarazzo dei satirici organici alla sinistra (Benigni e Serra) che avevano una certa facilità ad impallinare Berlusconi ma non il kompagno Renzi. A questa obiezione, Luttazzi ha risposto con la seguente argomentazione “l’unico nemico della satira è il potere, di cui i bersagli non sono che incarnazioni. Ieri si faceva satira su politica, sesso, religione e morte; e oggi pure. Il problema ce l’ha solo chi si serve della satira per fini partitici, cioè di propaganda; ma non c’entra con la scomparsa della satira dalla tv italiana.”.

Tabloid - Il TG satirico di Daniele Luttazzi
Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: Renzi ha davvero ucciso la satira?

Per sintetizzare ed uscendo dalle accuse personali che stanno un po' svilendo le intenzioni che Scanzi e Luttazzi mostravano all'inizio del loro confronto, è vero che Renzi ha vinto? È vero che dopo anni di satira antiberlusconiana, gli intellettuali di sinistra si sono improvvisamente incartati in una crisi di ispirazione e di identità causata dal fatto che questa volta gli strali dovrebbero essere rivolti nei confronti di Matteo Renzi, quindi verso uno di loro? Per Il Corriere della Resa le cose non stanno così, innanzitutto perché un autore satirico dovrebbe essere pieno di spirito critico e chi ritiene Renzi intoccabile perché di sinistra smette di essere un autore satirico per scadere nella propaganda (a questo proposito, l'intervento di Luttazzi su Grillo). E se qualcuno ritiene Renzi di sinistra, probabilmente, i problemi sono ancora più gravi e di altro genere. A parte le battute, è indiscutibile il fatto che la satira sia sparita dalla tv negli ultimi anni, ma non crediamo che tutto ciò sia una vittoria del politico fiorentino.

Ecco cosa succedeva alcuni anni fa
Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: Renzi ha davvero ucciso la satira?

Renzi è arrivato alla fine di un percorso durato venti anni, ovvero il periodo del berlusconiano conflitto di interessi, epoca in cui nonostante le accuse di Scanzi il fuoco satirico non era affatto rivolto soltanto verso Silvio ma anche (e soprattutto in alcuni casi) nei confronti della gioiosa macchina da guerra del centrosinistra che riuscì a farsi beffare da Berlusconi nel 1994, nel 2001 ed ancora nel 2008. La morettiana “D'Alema dì qualcosa di sinistra” o la luttazziana (cito a memoria) “la verità è che faccio satira contro Berlusconi per un motivo personale: se c'è la destra al potere, faccio fatica a mantenere l'erezione. Infatti durante il Governo D'Alema ebbi tantissimi problemi” dimostrano come un mondo molto ramificato e complesso come quello della satira italiana posta a cavallo del passaggio di millennio si sia gradualmente sciolto al sole, tra un editto bulgaro ed un'autocensura, nel corso di almeno due decenni.

"D'Alema, dì qualcosa!!"
Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: Renzi ha davvero ucciso la satira?

Non si tratta dunque di una vittoria renziana. Renzi si è trovato al posto giusto nel momento giusto. Ovviamente ha proseguito pienamente la spartizione del potere radiotelevisivo e non ha allentato (anzi) il controllo della politica sulla televisione, ma è giunto al potere al termine di un percorso durato venti anni in cui la satira è praticamente morta, per varie ragioni tutte diverse tra di loro (e qui non concordiamo con lo scanziano fare di tutta l'erba un fascio). Molti autori satirici sono stati epurati in seguito ad editti (Luttazzi ad esempio), altri sono stati folgorati su Via della Conciliazione (come non pensare a Benigni), altri ancora hanno iniziato a fare politica oppure sono semplicemente invecchiati. Renzi è arrivato al potere nel momento in cui la satira in tv non c'era già più. Sono ormai quasi dieci anni che la censura politica ha vinto e che l'unica forma di comicità permessa da direttori di rete che vogliono evitare rogne ed azioni penali è quella al cloroformio di Colorado Cafè e Made in Sud; questa operazione ha fatto sì che il pubblico televisivo più ampio, oggi, probabilmente non sarebbe nemmeno in grado di apprezzare un ritorno di Daniele Luttazzi o di Corrado Guzzanti. I tempi del Pippo Kennedy Show che mieteva successi in prima serata sono passati ormai da venti anni, e non certo per colpa dell'attuale Presidente del Consiglio, che tuttavia sta di certo approfittando della situazione trovata visti i vantaggi che il potere indubbiamente trae da un'opinione pubblica addormentata ed appiattita.

Lercio è in ottima forma
Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: Renzi ha davvero ucciso la satira?

In conclusione, si tratta di una vittoria di Renzi? No, il Presidente del Consiglio sta semplicemente sfruttando il lavoro di distruzione dello spirito critico della nazione scientificamente portato avanti da chi l'ha preceduto. Non possiamo limitarci a criticare la svolta di autori satirici che, come Michele Serra, hanno dato il meglio oramai tre decenni fa. Le nuove leve (Saverio Raimondo, Giorgio Montanini etc) sono promettenti, ma hanno un'enorme difficoltà ad emergere sul grande schermo, andando su canali tematici o in decima serata su Rai7. Il gusto del pubblico è cambiato, in peggio, indotto com'è a pensare a quella di Colorado come l'unica comicità possibile (in questo scenario Brignano (!) o Crozza risultano essere dei giganti), ed oggi probabilmente i grandi exploit satirici degli scorsi decenni sarebbero poco apprezzati anche in termini di audience e certamente più attaccati da benpensanti e tribunali, vista l'enorme regressione del dibattito pubblico su ogni forma di tema sensibile, tra un Family Day e l'altro. E l'assenza della satira nel dibattito pubblico (negli ultimi dieci anni ormai, non negli ultimi due) ha giocato un ruolo fondamentale, purtroppo, in questa pesante regressione culturale e sociale.

Crediti: Mai Dire Gol, web , Lercio