Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: l'ennesimo capolavoro di Renzi

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La querelle a distanza tra Daniele Luttazzi e Andrea Scanzi, noto per i suoi editoriali mordaci, è l'ennesimo segno di metastasi della Satira post-berlusconiana.

Cosa succede alla Satira in Italia? Effettivamente, facendo uno screening dell'arte più falcidiata degli ultimi decenni (specialmente quella televisiva), verrebbe da dare ragione al giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi. La spalla di Marco Travaglio ha ingaggiato una querelle a colpi di penna con uno dei massimi esponenti della satira nostrana, quel Daniele Luttazzi vittima del famigerato “Editto Bulgaro” di berlusconiana memoria. L'ex mente di “Satyricon” - sodale proprio di Travaglio - è stato inserito da Scanzi tra i Caduti della Caporetto dei comici nell'era Matteo Renzi, mentre lo stesso Scanzi è stato a sua volta accusato di limitare la sua attività a “necrologi” dal sapore “kitsch sentimentale”. Un duello a distanza che, stando all'ultima replica del giornalista, sembra sfociare nel personale (vista l'approfondita conoscenza reciproca): "Daniele è sempre stato più permaloso di una mina, persino più di me, e se non lo incensi per rappresaglia invade la Polonia [...] Per Daniele i miei articoli sembrano necrologi e mirano a dimostrare che un artista un tempo grande ora non lo è più. Forse, chissà, si è sentito parte in causa”.

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Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: l'ennesimo capolavoro di Renzi - photo
Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: l'ennesimo capolavoro di Renzi - photo

Secondo Scanzi, con l'avvento del potere renziano la satira si è auto-silenziata: il “tuttologo” del giornalismo italiano - esperto di vini, tennis, politica e infradito - ha spesso suonato le campane a morto per i vari Michele Serra, il “neo-baciapile” Roberto Benigni e kompagni(a) non più cantante, tacciati di esser regrediti, col tempo, da irriverenti profeti laici a dei saltimbanchi-cuscinetto. Scanzi salva solo Maurizio Crozza (guarda la copertina a DiMartedì sul Family Day), l'unico guarda caso che non manca di pungere il “Ducetto” nei suoi sketch (della svolta “fascistissima” renziana ne ha preso atto anche il Monte Giano a Rieti). Insomma, l'ex di Selvaggia Lucarelli sembra aver ragione su tutta la linea, e lo stillicidio di punzecchiature al premier nei suoi articoli sta lì a dimostrarlo: nel momento di massima défaillance della satira nei confronti del potere personalizzato, tocca a lui lanciare l'offensiva contro l'odiato fiorentino. Non ammettendo che è una battaglia persa in partenza.

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Daniele Luttazzi vs Andrea Scanzi: l'ennesimo capolavoro di Renzi

Le scaramucce tra Scanzi e Luttazzi, infatti, sono la cartina di tornasole di un fenomeno diagnosticato già da tempo: il trionfo assoluto di Renzi, nel Paese e nel confronto diretto con il suo predecessore - e presunto “ispiratore” - Silvio Berlusconi. Riforme istituzionali, belle donne nei posti chiave del governo, conflitto di interessi (il caso Boschi-Banca Etruria liquidato dall'Antitrust con un “non sussiste”): Renzi, nonostante le grossolane polemiche contro l'Unione Europea, sta realizzando i sogni incompiuti di Shilvio, è saldamente al timone ed è anche l'esecutore testamentario della Satira, una volta Invincible Armada contro Arcore e ora spiazzata dal Cesare di sinistra. A chi è finita, dunque, l'eredità dei vari Luttazzi, Benigni, Serra? Una parte l'ha raccolta lo stesso Scanzi, la cui penna – ironica, beffarda e un po' vanitosa – cerca di vendicare i comici dormienti, ma poco può di fronte al leader fiorentino. Sotto sotto lo sa anche lui, e in questo Mar Morto forse un po' ci sguazza: “È la prima volta che vengo usato come un Predellino da satirici un po’ in disgrazia, ma tutto sommato non è male" . Almeno in questo, "Lolito" Berlusconi fa ancora tendenza.

Niccolò Inches (@niccolink)

Crediti: archivi web, ansa, web , La7, diMartedì, Maurizio Crozza, Hufftington Post